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Il terzo grado - Valerio Aspromonte

"Mi piacciono le sfide. Non mi piace accontentarmi", svela lo schermidore

NOME: Valerio Aspromonte

CHI È: schermidore specializzato nel fioretto

COSA FA: è uno dei concorrenti di Ballando con le stelle 10 (balla in coppia con Ekaterina Vaganova). Durante le Olimpiadi di Londra del 2012 ha vinto la medaglia d’oro nel torneo di fioretto a squadre.

DICE DI SÉ: “Sono competitivo in tutto, mi piacciono le sfide. Sin da piccolo non mi è mai piaciuto accontentarmi”.

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Non ne ho affatto nel canto: sono negato. Nel ballo invece credo di avere un po’ di talento sì ma è una scoperta recente. Senza Milly Carlucci forse sarebbe rimasto lì nel cassetto.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

Sicuramente in ambito sportivo, non nel fioretto ovviamente (dice ridendo). Mi piacerebbe avere talento in una disciplina che ti permette di vivere a contatto con la natura…il surf ad esempio.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

No, non amo in generale il mio compleanno. Non mi è mai piaciuto, nemmeno quando ero bambino. Oggi poi, anche se sono giovane, mi ricorda che sto invecchiando. Preferisco piuttosto festeggiare il giorno dopo, ma con una festa per pochi.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Non piango affatto. Poche cose mi fanno piangere e il cinema in generale non è una di queste.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

Le vecchie pagelle le ha mia mamma. I trofei invece li conservo tutti: in particolare sono molto affezionato alla coppa Barovier, realizzata a Murano, con cui fui premiato per la Coppa del mondo di Venezia.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Mi fido in generale di chi mangia con gusto e con intelligenza, diffido di chi si siede a tavola e siede ordina un’insalata. Sarà che sono un buongustaio e mi piace mangiare bene.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Sì.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Non me lo chiedo quasi mai, se non per le amicizie e gli affetti persi di vista a causa della lontananza o di qualche incomprensione. Per il resto guardo quasi sempre al futuro e molto poco al passato.

Sai mentire?

Molto bene. Ho quasi preso una laurea. L’ho affinata con l’età, quasi per necessità, ma ammetto di essere stato sgamato molte volte.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Da fare, obbligatoriamente. Non solo per una questione di salute fisica ma per i valori e soprattutto per le possibilità cui ti aprono. A me lo sport ha dato opportunità lavorative, riconoscimento sociale, mi ha permesso di conoscere persone meravigliose e viaggiare in posti che altrimenti non avrei mai visto. E poi mi piace guardare lo sport: guardo tutto tranne il calcio.

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

Sì. Sono competitivo in tutto, anche a Ballando con le stelle. È un’esperienza meravigliosa ma so che potrebbe andare anche meglio: potrei vincere tutte le sfide, invece ho fatto anche qualche ballottaggio. Cerco di non accontentarmi mai, si è capito?

Qual è la tua torta preferita?

Profiterole alla crema.

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

Un ottimo archivista: ricordo tutto, nel bene e nel male. Anche dettagli apparentemente insignificanti.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Non credo, perché gli impegni non me lo permetteranno. Ma mi piacerebbe fare un bel viaggio in California.

Sarai più felice in futuro?

Sarà difficile essere più felice di così, perché è un periodo molto felice. Ho raggiunto l’obiettivo che mi ero prefissato da bambino, faccio un programma che mi diverte, un lavoro che mi dà soddisfazioni e sono circondato dagli affetti. Vorrei che la felicità avesse sempre questo sapore. 

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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