"Voglio arrivare a 300 anni purché possa cantare come canto in questo momento", parola di Teddy Reno che oggi, 11 luglio, compie 90 anni. E mentre i suoi coetanei - quelli che ci arrivano - se stanno bene giocano a bocce, guardano i cantieri, portano a spasso i nipotini e vivono di ricordi dei bei tempi andati, Teddy Reno, al secolo Ferruccio Merk-Ricordi, è più attivo che mai.

Tra passato e futuro

Classe 1926, è stato (e resta) uno dei primi autentici talent scout della storia italiana (tra gli altri ha firmato il debutto di Lelio Luttazzi, Betty Curtis, Gianni Ferrio, Jula de Palma, Giorgio Consolini e Johnny Dorelli) e, nonostante l'età ha oggi un album in uscita dal titolo Pezzi da...90, con best of della sua carriera del calibro di L’amore non ha età, Piccolissima serenata; Tu che m’hai preso il cuor; New York, New York; Un valzer tra le stelle, I’ve got you under my skin; Addormentarmi cosi; Lovely to look at; Accarezzame / ‘Na voce, ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna; Chella lla; Non ti scordar di me; Serenata; A fine romance; L’altra metà di me; Uno come noi Medley triestin; El mulo Ferucio; Se questo non è amore, My way; Va pensiero.

Teddy Reno, 70 anni di storia di musica e costume

Parlare di Teddy Reno è come scrivere la storia dell'Italia dal dopo guerra in poi: quella in bianco e nero con la voglia di riscatto, quella del boom economico e della Dolce Vita.

Lui tutte queste pagine di vita del Paese le ha attraversate da protagonista e oggi ha ancora tanta voglia di fare e di raccontare proprio quell'Italia fatta di musica e parole e di quella bellezza artistica e creativa, a detta di Reno, oggi difficile da trovare. "A mio modesto avviso, - ha spiegato di recente all'Ansa - fermo restando il mio massimo rispetto per chi fa musica, mi sembra che la canzone italiana attuale, degli ultimi 15-20 anni, punti sopratutto a un successo discografico dei giovani con un'attenzione al ritmo ma non al contenuto musicale o letterario dei brani". Per Teddy Reno "Il mondo non sente più l'Italia nelle canzoni che vengono proposte anche dai più conclamati festival italiani, che durano dalla sera al mattino perché vengono ballate dai ragazzi ma non restano nella storia".

I grandi successi

Lui invece la storia della musica l'ha scritta e firmata a partire dal 1948 quando fondò a Milano la casa discografica CGD. Proprio lì sono stati composti brani memorabili come Piccolissima serenata, Malafemmina, Addormentarmi così, Trieste mia, Accarezzame e Chella llà.

Compositore, cantante, talent scout instancabile: "Nel '62 - racconta - lanciai artisti come Rita Pavone, Shel Shapiro, i Rockets, il cabarettista Enrico Montesano, Dino, Mal e Claudio Baglioni".

La memorabile Festa degli sconosciuti da lui ideata e realizzata dal 1961 ad Ariccia, nei Castelli Romani, è stata una vera opportunità per la scena musicale di quegli anni e dei decenni successivi. "Lo slogan - ha detto Teddy Reno - era perdete la 's': è stato il primo talent in Italia".

Un amore lungo una vita

Proprio Rita Pavone scoperta nel 1962 è stata ed è il motore immobile intorno cui ruota l'intera esistenza di Teddy Reno. Un amore lungo davvero una vita che ancora oggi prosegue forte e sano.

E con tutto quello che Reno ha vissuto nella sua lunga esistenza se deve ricordare il momento più bello di quasi un secolo di storia non ha dubbi: "Il primo bacio a una donna che si chiama Rita Pavone". "Eravamo su una grotta favolosa, - ha raccontato l'artista all'ANSA - lei mi ha chiesto: 'Quanto durerà?'. E io ho risposto: 'Per quello che mi riguarda, tutta la vita'. Ho conosciuto tante donne in gioventù ma Rita è stata ed è l'unico grande amore della mia vita".

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