Da un'infanzia vissuta in semi povertà a un patrimonio attuale stimato circa 3 miliardi di dollari, il passo non è stato nè breve nè facile, ma Oprah Winfrey, donna e per giunta afro-americana, a 63 anni può vantare un posto di tutto rispetto fra le peronalità più potenti del pianeta e nel suo toccante discorso alla cerimonia dei Golden Globe, in molti hanno letto una sua possibile candidatura alle presidenziali del 2020

Filantropa, carismatica ed influente opinion leader, animalista, da sempre in prima linea nella difesa degli emarginati, delle donne e dei bambini abusati, anti-Trump per antonomasia, erede "naturale" di Obama, la Winfrey sarebbe non solo la prima donna ad entrare da Presidente alla Casa Bianca, ma anche la prima donna di colore a diventare Presidente degli Usa.

La carriera

Figlia di madre single, cresciuta per anni dai nonni paterni in un ambiente famigliare e sociale difficile, segnato da una forte segregazione razziale, la Winfrey riesce comunque a laurearsi all'Università del Tennessee e nel 1976, a 23 anni, conduce, a Baltimora, il talk show "People Are Talking"

Dotata di grande grinta, determinazione e forte carisma comunicativo, da Baltimora passa a condurre un altro talk a Chicago: il successo è enorme e nel 1986, il The Oprah Winfrey Show debutta sulle reti nazionali. E la Winfrey spicca il volo. A 360 gradi

Oltre ad essere una delle conduttrici più popolari, argute e pagate, regina di un programma che fa tendenza, Oprah Winfrey recita in film di successo (dal Colore Viola, diretto nel 1985 da Steven Spielberg a The Butler-Un maggiordomo alla Casa Bianca passando per Selma-La strada per la libertà e Nelle pieghe del tempo), scrive libri, diventa presidente di una casa di produzione televisiva, fonda una casa editrice, una scuola per ragazze indigenti in Sudafrica (per una promessa fatta a Nelson Mandela) e l'organizzazione The Angel Network, a favore dell'assistenza ai poveri

Una donna impegnata, a "tutto tondo", emblematico esempio di meritocrazia, che in molti (democratici in primis) vorrebbero vedere - in un futuro non tanto lontano - alla scivania dello "Studio Ovale"


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