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Lo scandalo molestie sessuali arriva a Bollywood

Le attrici indiane iniziano a trovare il coraggio di denunciare abusi e soprusi sessuali radicati nella cultura cinematografica locale

Swara Bhasker

Barbara Massaro

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Quando a un provino per una parte si presentano 10.000 attrici è chiaro che il produttore o il regista di turno faccia capire che uno degli elementi presi in considerazione per scremare il gruppo è quello della disponibilità a prestazioni sessuali "extra". E' sempre stato così a Bollywood, ma oggi grazie al coraggio di un gruppo di attrici le cose potrebbero finalmente cambiare.

Da Hollywood a Bollywood

Sull'onda dello scandalo molestie sessuali che ha travolto Hollywood dopo le denunce di almeno 80 donne che hanno accusato il produttore cinematografico Harvey Weinstein di averle molestate, il vaso di Pandora è stato scoperchiato anche nel mondo dell'industria cinematografica indiana, un colosso che attira migliaia di aspiranti attrici e attori disposti a tutto pur di uscire dalla miseria. Tentare la strada del cinema è un sogno di moltissimi giovani indiani che, fino a ora, accettavano anche di scendere a compromessi pur di cambiare vita.

The Guardian riporta oggi le testimonianze di diverse donne che, a vario titolo, si sono trovate coinvolte in casi di molestia. Tra i nomi più noti quello dell'attrice Swara Bhasker che ha raccontato dei numerosi soprusi ricevuti quando era una giovane attrice inesperta: "Un regista mi disse che affinché il mio personaggio potesse innamorarsi del co-protagonista io mi sarei dovuta innamorare di lui per entrare nella parte. Assurdo."

 

Una questione endemica

"Il problema - ha aggiunto la donna che non ha voluto fare il nome del regista in questione - è che si tratta di un male endemico, di una radicata cultura maschilista che fa sì che la donna, se davvero vuole fare carriera, debba accettare di andare a letto col suo superiore".

Succede nel cinema che con le sue luci e le promesse di fama e denaro attira i disperati da mezzo subcontinente, ma accade in ogni ambito lavorativo.

L'attrice Tisca Chopra ha spiegato che "Gli uomini rendono le situazioni scomode e caricano le scelte in un modo in cui se le donne vogliono andare avanti, devi fare certe cose".

Conferma il tutto anche la giornalista e autrice cinematografica Anna MM Vetticad che ha parlato delle molestie a Bollywood come del segreto di Pulcinella.

Il segreto di Pulcinella

Il problema è che gli uomini negano e, anche quando non sono colpevoli di aver molestato qualcuno, scelgono comunque il cameratismo maschilista e fanno quadrato per far sì che le vittime si sentano sole, isolate e in colpa.

L'attrice Reena Saini, ad esempio, è stata trascinata in Tribunale dal direttore casting Sohan Thakur che ha citato la donna per diffamazione dopo che lei aveva dichiarato di essere stata palpeggiata da Thakur.

Eppure il racconto di Reena era piuttosto dettagliato. "Stavo cercando di entrare in una serie TV", ricorda Saini, 26 anni. "Un giorno lui mi ha chiamata per un provino. E quando ho raggiunto il posto lui ha detto di seguirlo in macchina perché aveva fretta". Lì, ricoda poi la donna: "Mentre teneva il telefono con una mano mi ha messo l'altra su una coscia mentre suo nipote piccolo era sul sedile dietro". "Mi sono imbarazzata - ha aggiunto - non sapevo se fosse intenzionale o meno. Ero paralizzata dalla situazione". Qualche ora più tardi Thakur l'avrebbe chiamata per intimarle di non raccontare nulla a nessuno altrimenti la sua carriera poteva dirsi conclusa.

Women in Cinema

Qualcosa, però, inizia a muoversi. Lo scorso novembre è stato registrato il collettivo Women in Cinema, una sorta di rete d'assistenza creata dalle donne per le donne che cerca di far sì che le vittime di molestie denuncino e non scelgano la strada del silenzio.

Vengono forniti supporto psicologico e tutela legale e soprattutto si cerca di creare una cultura della denuncia che in India è difficile da inculcare. Negli ultimi due anni le denuncie sono state 50 contro le 12 del biennio precedente. Si tratta di numeri molto bassi rispetto all'estensione del fenomeno: è la battaglia di Davide contro Golia e la consapevolezza di questo frena le vittime bloccate dalla vergogna e dalla paura.

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