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Perché Lewis Hamilton è stato travolto dalle critiche

Il pilota di Formula 1 striglia il nipotino vestito da principessa: "Sono triste, guardate com'è vestito". Sui social scoppia la polemica e Lewis Hamilton si scusa

Lewis Hamilton

Francesco Canino

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Uno scivolone così infelice e virale che se lo ricorderà a lungo. Lewis Hamilton l'ha combinata grossa questa volta, pubblicando su Instagram un video in cui rimproverava il nipotino per essersi vestito da principessa, il giorno di Natale. Una gaffe bollata da molti come sessista, che in poche ore ha scatenato polemiche (e ironie), inducendo il pilota di Formula 1 a una imbarazzata retromarcia. 

La clamorosa gaffe di Lewis Hamilton

"Sono così triste, guardate mio nipote. Perché stai indossando questo vestito per Natale? Perché hai chiesto un abito da principessa per Natale?". Inizia così la Storie della discordia, pubblicata da Lewis Hamilton su Instagram, il 25 dicembre: nel mini-video si vede il nipotino con indosso un abito da principessa, di quelli che abitualmente si usano a carnevale, con il bambino che gli risponde in mnaiera spontanea e definitiva: "Perché mi piacciono".

Ma è la replica del pilota della Mercedes ad aver innescato un super polverone, con tanto di strascichi sui social: "I maschi non indossano abiti da principessa". Una frase che ha scatenato una moltitudine di tweet e post, molti dei quali ironici. Del resto il tema è di quelli "sensibili" e in America i libri a tematica sull'argomento (come ad esempio George di Alex Gino, pubblicato in Italia da Mondadori) hanno aperto da tempo un interessante dibattito culturale

Le scuse del pilota di F1 via Twitter

Non è un caso che, dopo aver realizzato di aver commesso una gaffe, Lewis Hamilton sia corso ai ripari (consigliato probabilmente dal suo team esperti di comunicazione), con una serie di tweet di scuse. "Ieri ho preso in giro mio nipote e ho realizzato di aver usato parole inopportune e ho rimosso il post. Non avevo intenzione di offendere nessuno. Adoro il fatto che mio nipote ami esprimersi come crede, come tutti dovremmo".

"Le mie scuse più profonde, perché non si può accettare che qualcuno, non importano le origini, sia emarginato o inquadrato in uno stereotipo. Avrà sempre il mio sostegno chi vive la sua vita esattamente come lo desidera e spero che questo mio scivolone venga dimenticato".




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