Barbara Massaro

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E' giusto che sia un uomo a essere eletto donna dell'anno a fronte delle tante donne che ogni giorno conducono battaglie impari per la difesa e tutela di diritti mai scontati? E' questa la domanda che la Rete si pone dopo aver appreso la notizia della candidatura di Bono Vox al titolo di Donna dell'anno 2016.

Il leader degli U2 è stato incluso nella rosa dei nomi dalla rivista Glamour che, il prossimo 14 novembre, a Los Angeles eleggerà la figura che, nel 12 mesi passati, ha più combattuto le discriminazioni e le imparità cui la donna è sottoposta ancora oggi.

Nel palmarès ci sono nomi del calibro della direttrice del Fondo Monetario Christine Lagarde, della ginnasta Simone Biles o della modella per taglie forti Ashley Graham, figure che non temono il sessismo e che vanno dritte per la propria strada costi quel che costi. E allora che c'entra Bono?

Secondo Glamour il cantante con la sua campagna Poverty is Sexism ha dimostrato come le grandi battaglie per i diritti possono essere condotte solo se uomo e donna sono uno accanto all'altra.

"La battaglia per la parità di genere - aveva dichiarato l'artista - non potrà essere vinta senza la presenza degli uomini al fianco delle donne. Siamo largamente responsabili dei problemi e dobbiamo essere coinvolti nelle possibili soluzioni".

Erano anni che Glamour cercava un uomo all'altezza del titolo di "Donna dell'anno" e Bono Vox rientra alla perfezione nei parametri richiesti. Ora resta da vedere se il 14 novembre il cantante riuscirà a scalzare dal podio donne che, sulla propria pelle, vivono quotidianamente il significato profondo della imparità di genere.

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