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Angelo Pisani: la mia nuova vita da padre di una principessa punk

Il comico, ex dei Pali e Dispari, scrive a Panorama.it per raccontare il progetto "Contofinoatre": un sito, un libro, ma anche uno spettacolo

Copia di OLD_7712

di Angelo Pisani

L’idea è nata quasi per caso. Cinque anni fa ha fatto la sua comparsa in scena mia figlia AGATA. Parto sereno, niente pianti, subito sorrisi e carezze.
Mi ricordo che appena me l’hanno messa in mano le ho calzato un paio di occhiali da sole e le ho detto “Punk!”. E’ arrivata in un momento molto particolare della mia vita, in cui non ero più sicuro di voler fare il mestiere del comico e non sapevo esattamente cosa fare da “grande”. Ho deciso quindi di rinunciare a una proposta lavorativa che mi avrebbe tenuto via da casa per due anni circa e sono rimasto a casa con mia figlia, mentre la mia compagna, Katia Follesa, attrice anche lei, era impegnata in tour.

Quello che aveva tutte le carte per essere il periodo più traumatico della mia vita si è trasformato in una nuova vita. Passare molto tempo con mia figlia mi ha fatto tornare la voglia di stare sul palco. Avevo finalmente delle cose da dire che mi appartenevano (e mi appartengono), ma che soprattutto sono, secondo me, la genesi di ogni sorta di pensiero comico.

Da qui l’idea di CONTOFINOATRE, un progetto che racchiude sotto lo stesso nome:
- un sito internet (www.contofinoatre.it)
- un libro edito da Feltrinelli Kowalski)
- uno spettacolo comico
- un salotto

Il denominatore comune di ognuna di queste sezioni del progetto è il racconto in chiave ironica, ma non per questo non veritiera, dell’avventura di un papà alle prese con sua figlia Agata, una bambina dallo sguardo da principessa, ma dall’animo assolutamente punk. Una Cenerentola che ama i Sex Pistols. Raccontare per condividere con gli altri (padri e madri, ma anche nonni, nonne, zii e tutti coloro che pur non avendo dei figli sono figli a loro volta) senza rinunciare mai al sorriso che è un ottimo stimolo per approcciare con una giusta dose di leggerezza la stupenda fatica dell’essere genitore. Un progetto che parla di papà ma che non è affatto contro le mamme, anzi. Loro ci sono sempre, osservano, supervisionano i lavori e sono pronte a elencare gli errori che i i mariti / padri commettono, tralasciando totalmente i complimenti.

E se un padre osa ribellarsi a loro, passano all’azione: montano canini e unghie da combattimento, elaborano piani diabolici e si di lanciano contro il povero uomo al grido “ Il mondo è femmina!” . E se il mondo è femmina, al papà non rimane che il ruolo del non protagonista, quello che nelle foto viene sfuocato perché mentre scattano sta caricando l’auto, chiudendo il box o lottando con il passeggino che non ne vuole sapere di entrare in auto.

Oppure quello che la ginecologa ignora per tutta la visita e a cui rivolge la parola solo alla fine per dirgli : “ Sono 150 euro”.

Oppure ancora:
- quello costretto a mettersi le calze antiscivolo alla festa in ludoteca a cui è andato perché lo ha deciso la mamma
- quello che alla riunione dell’asilo si siede solo se una mamma decide che può farlo e che parla solo se avanza tempo. E quando parla un gruppo di mamme di tempo non ne avanza mai.
- Quello che porta la figlia al parco in bici indossando il caschetto per dare il buon esempio e perdendo l’ultimo rivolo di fascino e di virilità che gli era rimasto.
- Quello che accompagna madre e figlia a teatro in auto e poi va a cercare posto e lo trova.. in un altro stato.
- Quello che la domenica non sceglie cosa fare perché la mamma ha trovato l’inserto weekend del giornale e ha già pianificato ogni cosa ovvero parco, brunch, e poi ancora parco: le mamme sedute sulle panchine a chiacchierare e ad affilarsi i canini, pronte a intervenire se i papà, intenti da ore a occuparsi dei figli, commettono anche solo un piccolo errore.

Questo e tanto altro, raccontato sul palco (nello spettacolo) e sul sito dove quotidianamente si fa il punto della situazione. Un diario di bordo, senza nave e marinai, ma sulla terra , con i bambini che comandano, le mamme che supervisionano e i papà che si affannano. Il progetto si sta sviluppando anche come format tv e radiofonico. Diverse sono poi le collaborazioni con altre realtà: Metro, sito DeaByDay, la 27ora, il Tempo delle donne del Corriere della Sera, Zecchino d’oro family show (in qualità di giurato).


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