Diritto di replica: parola alle fashion blogger

La risposta di Camilla, famosa fashion blogger internazionale, alle più comuni critiche contro la sua categoria

Camilla Sentuti, (credits: www.glamgerous.com)

Martina Panagia

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Qualche settimana fa ho scritto un articoletto ponendomi alcune domande sulla professione più controversa del web : la fashion blogger. Ovviamente concedo sempre diritto di replica, e mi sono rivolta ad una delle esponenti più popolari del settore: Camilla Sentuti, mente e volto di www.glamgerous.com . Lei è una bionda e bellissima ragazza italiana che, con fidanzato al seguito, ha deciso di cambiare vita e trasferirsi a New York, dove il suo blog ha raggiunto la massima popolarità e 11.000 fans su Facebook, 3.000 followers su twitter e 2.000 su instagram. Chi meglio di lei avrei potuto interpellare per difendere la categoria? Iniziamo!

Camilla, una ragazza decide di aprire un fashion blog più per esibizionismo o più per passione per la moda? “C'è chi lo apre per cercare notorietà, chi per condividere i propri pensieri,  chi per entrare nello sfavillante mondo della moda dalla porta sul retro. Io l’ho fatto per accumulare l’esperienza che mi permetterà un giorno di diventare una stylist.”

E’ noto che se il blog raggiunge un certo successo, diventi anche un’attività remunerativa. Chi mi dice che i capi che sfoggiate siano davvero l’ultimo trend e non sono delle marchette? Io ho sempre rifiutato proposte per capi che non erano di mio gusto, ma ci sono casi di ragazze che accettano tutto quello che viene offerto loro pur di guadagnare qualcosa. Riconoscere l'autentico dal pubblicitario è però abbastanza semplice: i look delle “marchettare”  generalmente non rispecchiano uno stile guida ma sono composti da capi sempre diversi tra loro.

Ma quanto popolare deve essere un blog prima di iniziare a diventare un lavoro ed un guadagno? Molto. Più il blog è noto, più alto è il compenso. I fashion blog sono un vero e proprio fenomeno che ormai ha sovrappopolato il web, distinguersi è molto difficile. Serve costanza, dedizione, pazienza e anche fortuna. Le collaborazioni, il feedback dei lettori, ed il numero di migliaia di persone che compongono le fanbase di un blog sui vari social network sono i fattori che determinano se un blog è di successo oppure no. Oltre a tutto questo  la/il blogger deve essere attento a curare la propria immagine altrimenti nessuno dei fattori menzionati precedentemente conta.

Un po’ per invidia un po’ no, la fashion blogger è una categoria molto criticata. Hai l’occasione di difenderla. In Italia, il “nuovo” tende ad essere assorbito a stento e con riluttanza. I fashion blogger in questo momento sono proprio la novità che ancora non si e' compresa del tutto. Come in tutte le categorie ci sono persone più o meno professionali. Il problema è che invece di essere visti come un’entità ben distinta, i fashion blogger vengono comparati con i giornalisti, ed i loro siti con le riviste del settore. Questo crea tensioni tra le parti coinvolte. Bisogna prendere le cose per quello che sono e capire che ogni forma di comunicazione è unica.

Insomma la società e le forme di comunicazione si stanno evolvendo e conviene stare al passo. E’ quindi comprensibile che un marchio di abbigliamento preferisca investire comprando uno spazio su un blog (raggiungendo più di 18.000 persone al giorno),  piuttosto che stazionarsi su vie tradizionali come riviste e spot pubblicitari. In tempi di crisi vincono le scelte oculate e così facendo si raggiunge un’audience notevole spendendo infinitamente meno.

La moda non si può imporre, ma si propaga spontaneamente con l’aiuto di carismatiche trend-setter. Prima erano le grandi dive, oggi sono le fashion blogger.

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