Orfani di serie tv ma già pronti a nuove avventure

Vanno in vacanza (in alcuni casi per sempre) le serie tv più amate dal grande pubblico

Le protagoniste di Desperate Housewifes (Olycom)

Martina Panagia

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E puntuali, quasi tutte, a Luglio finiscono. Ci lasciano un po’ soli, spiazzati, spesso in tensione e curiosi di capire cosa succederà dopo. Sono le serie televisive, seguite da stuoli di devoti che non si perdono una puntata aspettando il giorno della messa in onda come si aspetta lo stipendio.

Esagero? Non credo, considerando che chi vi sta scrivendo è innamorata di Mark Sloan, super sexy personaggio della famosissima serie Grey’s Anatomy, arrivata all’ottava stagione (su Fox Life) con un finale da cardiopalma: sì, mi stava venendo un infarto. Non per la sceneggiatura coinvolgente, ma per il nervosismo di essere lasciata lì appesa a guardare i protagonisti dell’episodio dispersi chissà dove dopo un incidente aereo, senza che nessuno al Seattle Grace (l’ospedale in cui i medici della serie esercitano) sapesse cosa stava succedendo loro.

Non posso tralasciare il finale di serie di Dott. House – Medical Divison, che è andato in onda su Canale 5 con l’ultimissimo episodio: le avventure dello zoppo più geniale della tv terminano in modo un po’ tirato, con il protagonista morente in una casa assediata dalle fiamme mentre una serie di allucinazioni gli permettono di incontrare i principali protagonisti di tutte le passate stagioni, che interpretano il suo subconscio indeciso se lottare per salvarsi o meno. Quando i paramedici ritrovano il suo corpo carbonizzato, sono arrivata a pensare che una fine più banale non si potesse scrivere, salvo poi il colpo di scena: House ne ha fatta una delle sue ed ha scambiato le impronte dentali con un suo paziente (trovato ad inizio episodio deceduto accanto a lui) per potersi spacciare per morto, evitare il carcere e passare 5 mesi a zonzo con il suo amato amico Wilson, attanagliato da un cancro che presto se lo porterà via.

Altra serie a cui gli sceneggiatori hanno scritto la parola fine è stata Desperate Housewives, che io ho seguito un po’ a spizzichi e bocconi durante questi anni, ma il cui finale non mi ha lasciata delusa: un intrigo di omicidi, amicizie vere e false, vicine di casa che si odiano o supportano e che, a loro modo, hanno un lieto fine. Susan, nonostante la morte del marito ritrova la serenità cambiando città con sua figlia, che la renderà presto nonna. Bree viene assolta per l’omicidio del patrigno di Gabrielle (che in realtà aveva ucciso Carlos, il marito della bella Eva Longoria) ed è finalmente libera di trovare l’amore dopo una lunga agonia di uomini sbagliati, proprio con il suo avvocato difensore. E Lynette…Lynette…non mi ricordo se ha coronato il suo sogno di tornare insieme all’ex marito Tom o se è sfumato il suo piano.

Ma forse il bello è questo, immergersi nelle storie e nelle serie tv come se quella vita fosse un po’ nostra, trovare analogie e differenze con la propria  personalità, appassionarsi tanto da disdire ogni appuntamento che cada nel giorno in cui è in onda la nostra serie preferita e poi, quasi appena finita, dimenticarla pronti a farci assorbire dalle vacanze ed a farci travolgere, a settembre,  dalle innumerevoli nuove storie e serie che nasceranno e ricominceranno, trovando nuovi protagonisti sempre più simili a come vorremmo essere noi.

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