Noir Fest 2012: sfilata di vip a Courmayeur

Da Jennifer Lynch a Claudia Gerini, passando per  Maya Sansa e Guido Caprino: piccole grandi follie da festival, tra party in discoteca e palle di neve

Claudia Gerini e Federico Zampaglione (Credits: Noir Fest 2012)

Claudia Catalli

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A volte capita che i piccoli festival battano quelli cosiddetti "grandi", cioè dal budget stellare e dall’organizzazione faraonica. Toglici il red carpet, e avrai dei divi in carne e ossa, che si presentano alle interviste, così come al pubblico, con il volto pulito e il primo maglioncino che capita a tiro. Togli i party esclusivi, e avrai cene rumorose in cui ci si scambia davvero qualcosa di bello, oltre a chiacchiere e distintivo. E così anche quest’anno il Courmayeur Noir in Festival si è rivelato un curioso crocevia di incontri ed eventi che hanno finito, come da tradizione, per prendere una strana piega.

Le cene: no lardo & rabarbaro, no party

Com’è una serata glamour a meno dieci gradi? A base di alcolici (ci ha pensato Zucca, sponsor del festival), cibi ipercalorici (tartine traboccanti di lardo su tutti) e, come vestiario, stivali pesanti e impellicciamenti vari. L’unica che fa eccezione dimostrando una buona dose di stile e coraggio è stata Claudia Gerini, bionda hitchcockiana accorsa al festival a presentare il nuovo film di Federico Zampaglione, l’erotic-horror Tulpa che la vede esibire in più scene nudi integrali. Si presenta con le figlie al seguito, Rosa e Linda, con un tubino nero aderente e, ai piedi, décolleté nere dal tacco vertiginoso. “Sono giusto un po’ spaventata dalla neve - ammette con il suo solito guizzo di ironia - speriamo di non affondarci dentro”.

I dopo-cena, nel nome di Lynch

Finita l’ultima proiezione - e c’era da fare le ore piccole: Luca Argentero ha presentato il suo primo lungometraggio da produttore, Cose cattive, a mezzanotte - tutti a bere una grolla valdostana, magari nel gettonatissimo pub di via Roma con l’arredamento vermiglio e vellutato. Una cornice ideale per scambiare due chiacchiere con la presidente di giuria del festival: Jennifer Lynch, figlia del più famoso David, anche lei cineasta (Chained, suo ultimo film, è uscito da pochi giorni in dvd). Per lei un quantitativo indeterminato di cocktail, a sorpresa rigorosamente analcolici. Non solo per dare il buon esempio a sua figlia Sydney, 17 anni, studi da make-up artist e una gran voglia di diventare attrice, ma soprattutto perché “nella vita devi fare delle scelte: io fumo, e tanto pure”. E mentre nel pub ci si alterna per scambiare due chiacchiere con loro, tutti ammirano in silenzio il coraggio del loro hair style: capelli rosa shocking per Sydney, una cascata di dreadlocks e treccine variopinte per mamma Jennifer. Quando si dice figlie d’arte.

I "dopo-dopo cena":  a palle di neve con Carolina Crescentini

Dopo mangiate, bevute, chiacchiere e risate, arriva il momento di inventarsi davvero cosa fare. Per la serata di chiusura l’organizzazione del festival invita gli ospiti in un discopub locale, e riconosciamo in pista i vari Guido Caprino, le due Lynch, il regista Davide Marengo e l’attrice tedesca Franziska Petri più scatenati che mai. Ci sono anche Maya Sansa e Carolina Crescentini, a chiacchierare e sorseggiare un drink. E a notte fonda, camminando lungo le stradine di Courmayeur, c’è chi giura di aver visto proprio la Crescentini coinvolta in una gara di palle di neve con un gruppo misto di artisti e giornalisti. A dimostrazione che un piccolo festival può davvero diventare, per una manciata di giorni, un microcosmo di evasione, fermento culturale e un pizzico di sana follia.

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