Nelfie, i selfie (nudi) per beneficenza
Scott Indermaur /Stockimo/Alamy
Nelfie, i selfie (nudi) per beneficenza
Società

Nelfie, i selfie (nudi) per beneficenza

Quando i selfie (quasi) senza veli servono a raccogliere fondi

Si chiama "nelfie" ed è la nuova frontiera dei selfie: si tratta di scatti - o meglio, autoscatti - (quasi) nudi. L'obiettivo, per una volta, è "nobile", ovvero raccogliere fondi da donare in beneficenza. Il procedimento è molto semplice: basta farsi un selfie e postarlo sulla uova piattaforma, www.nelfie.org, e spiegare con in poche righe a chi si intende devolvere fondi e perché. A cimentarsi con il primo nelfie è stato il co-fondatore della stessa piattaforma, ovvero Tom Wren, che sotto il suo autoscatto completamente nudo, ma debitamente sfuocato, spiega che il suo obiettivo è proprio quello di far cambiare prospettiva o fornirne una nuova e diversa a chiunque: oltre a se stesso, infatti, si "intuiscono" alcuni oggetti di cui lo stesso Tom dice di non poter fare a meno nella vita, come lo smartphone.

In realtà il suo sogno è quello di raccogliere 250 sterline in un mese, pari a circa 320 euro, da donare ad Amnesty International per aiutare i profughi in fuga dai Paesi in guerra.


L'autoscatto di Tom Wren per raccogliere fondi per Amnesty Internationalnelfie.org

L'idea dei nelfie è venuta osservando una foto del magnate Richard Branson, fondatore di Virgin Group, che si è fatto fotografare nudo, tenendo in mano solo un grande pesce a coprirgli le parti intime, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla salvaguardia della fauna marina.

Come spiega Tom Wren, infatti, lo scopo non è quello di mostrare la nudità, anche perché i selfie completamente senza veli non saranno accettati, bensì quello di suscitare interesse in nome di una causa. Ecco perché lui stesso suggerisce di "nascondersi" dietro un frigorifero, se si vuole raccogliere denaro per le battaglie contro il riscaldamento globale.

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