Antonella Matarrese

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N21

Alessandro Dell’Acqua direttore creativo di N.21 dichiara di volere abbandonare i canoni incrostati dell’abbigliamento maschile sia quelli legati a una mascolinità stereotipata, che quelli mutuati dallo streetstyle. “Continuare a percorrere la strada dello streetwear e dello sportewear non ci porta da nessuna parte. Ho sentito la necessità di liberare da trappole trasversalmente condivise l’espressivita dell’abbigliamento maschile per raccontare scelte estetiche di un uomo nuovo” spiega Dell’Acqua. Vanno in passerella dunque modelli con giacche tailoring dalle quali spuntano pull con profonde scollature a V, che indossano pantaloni in vinile nero abbinati a cardigan in lana agugliata. Gli stivaletti hanno la doppia zip, le cravatte sono sottilissime, i montgomery sono in pelle all’esterno e in neoprene internamente. Il risultato finale regala un vento di freschezza soprattutto perché si ha la sensazione di vedere una serie di capi dedicata a diverse tipologie di uomo, anzi, anche allo stesso uomo con una propensione alla versatilità di stile. La mancanza di codici prefissati e di classificazioni rende fruibile la proposta di N. 21 a diverse generazioni di compratori. Non si tratta di una furba operazione di mercato ma di una presa di coscienza che parte dalla convinzione non tanto di dover assecondare i gusti del compratore maschile quanto piuttosto di crearne uno nuovo cominciando da una graduale educazione sentimentale allo stile.

Pal Zileri

Cita Esopo e Max Ernst, David Lynch e il musicista Angelo Badalamento. Riprende i tessuti tipici della couture femminile come il taffetta’ e il damascato. E ritorna al concetto di Romanticismo come impeto al cambiamento e alla forza dei contrasti. Ha studiato, teorizzato e interiorizzato la struttura portante della collezione Pal Zileri, il direttore creativo Rocco Iannone che ha descritto una mascolinità molteplice attraverso la proposta di tessuti serici, disegnature inedite che rimandano a un bestiario fantastico è un gioco di alternanze tra opulenza e severità, tra rigore ed eccentricità.
Nel complesso la sfilata è armonica e coerente con l’idea di partenza, il racconto è ricco di dettagli e denso di sapienza del mestiere. Forse manca un po’ d’ironia.

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