Moana: forever young
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Moana: forever young
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Moana: forever young

Moana Pozzi avrebbe compiuto 55 anni. Invece è morta a 33 e sembra destinata a rimanere per sempre giovane, nei ricordi di chi è diventato adulto guardando i suoi film

Adesso avrebbe 55 anni.

Invece è morta (naturalmente in circostanze misteriose) 22 anni fa, a 33.
E da allora, Moana, la pornostar ecumenica - Diavolessa o Acqua Santa? - è diventata un'icona nell'album delle figurine dei nostri ricordi: chi ce l'ha come modello di femminilità? A chi manca come ideale erotico?

Colleghe, amiche e rivali

In rete si trovano decine di interviste a sue colleghe, amiche e rivali.

Se per la slovena Geny Jonas, in arte Moana Conti, “è stata lei ad indicarmi quale strada dovevo percorrere… Nelle difficoltà la sento al mio fianco e pronta a suggerirmi una via d'uscita", per la veracissima Valentina Nappi “Moana è un personaggio conservatore, che piace e non viene considerato fastidioso” che “ricorda e rientra in quel modello di donna che le persone si aspettano” e con cui non sente di avere niente in comune.

Che venga idolatrata o ridimensionata, nessuna pornostar che graviti attorno al mercato italiano può sfuggire al confronto con la diva delle dive del porno nostrano.

Eva Henger, Ilona Staller, Selen, Maurizia Paradiso… Sono tutti nomi di attrici che non sono certo rimaste corpi anonimi e intercambiabili per il sollazzo maschile, ma che anzi, se ne sono emancipate, diventando autonome figure di culto della cultura popolare femminile.

Eppure, anche tra loro, chi è mai riuscita ad uscire dall'ombra (o dal solco) di Moana?

La mitizzazione del mito

Attrice, presentatrice, showgirl, modella, politica, scrittrice.

Ogni volta che torna in auge si deve scrivere tutto e il contrario di tutto sulla sua vita.

Ma questo non sarebbe bastato a conservarne un ricordo tanto vivido e rivitalizzato da fiction, film, revival di ogni genere, in un mondo in cui la pornografia ha assunto grazie a internet una diffusione così massiccia e ramificata.

Un mondo in cui non mancano certo le figure - su tutte naturalmente quella di Sasha Grey - che dal mondo del porno sono passate al cinema "vero", alla televisione, alla musica, all'arte, alla cultura di massa, con disinvoltura.

A rendere Moana Pozzi la Moana che reggerà anche all'urto con la Moana della Disney (scrivendo oggi "Moana" su Google Immagini i primi risultati sono quelli della nuova protagonista di un omonimo film d’animazione di prossima uscita) e al passare del tempo che ha reso obsolete le sue performance erotiche (la stessa Valentina Nappi offre un'interpretazione decisamente più a 360° della "filosofia" del porno) è stata senza dubbio la sua morte.

Basta un interrogativo: come è morta Moana?

Ed ecco, l'elenco delle varianti narrative è infinito consolidando la mitizzazione del mito.

L’eutanasia è solo la più realistica delle ipotesi avanzate finora: morte volontaria al fine di evitare le sofferenze causate da un male incurabile.

L’omicidio non poteva mancare: si dice frequentasse capi di Stato, Presidenti del Consiglio, industriali, vescovi, cardinali, attori… e se Moana fosse stata un’ agente del KGB? A quel punto tutto tornerebbe grazie al polonio, usato dai russi per eliminare una risorsa divenuta scomoda.

Ma l’eternità si conquista in un solo modo. Con una domanda: e se fosse ancora viva?

Ed ecco che nella mente di molti suoi affezionati ammiratori, Moana ha solo voluto cambiare vita e scomparire, magari per raggiungere Elvis e Jim Morrison su qualche isola tropicale. Invece di John Holmes, che a quanto pare riposa in pace.

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