Società

Madonna ancora a processo in Russia per propaganda in favore dei gay

Di nuovo di fronte a un giudice dopo il caso Warner e le accuse al suo marchio Material Girl - La guerra infinita Madonna e Lady Gaga

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Madonna – Credits: David Becker/Getty Images

Il prossimo 25 ottobre Madonna è attesa a San Pietroburgo per rispondere all’accusa di “propaganda in favore dei gay”. In estate la cantante era stata denunciata da un gruppo di attivisti (il "Sindacato dei cittadini russi"), che pretende un risarcimento di oltre 10 milioni di dollari per “lo stress psicologico e lo shock emotivo" causato dalle sue dichiarazioni in difesa dell’omosessualità.

Ad agosto, durante un concerto tenutosi nell’ex Leningrado, Madonna aveva dichiarato "sono qui per dire che la comunità gay e i gay hanno diritto di essere trattati con dignità, rispetto, tolleranza, compassione e amore come nel resto del mondo". Il riferimento è alla legge approvata dal parlamento russo che vieterebbe "la propaganda di sodomia, lesbismo, bisessualità e transgenderismo ai minori". Alexander Pochuyev, uno degli avvocati dell'accusa, ha anche sostenuto che durante la performance Madonna avrebbe "calpestato" una croce ortodossa.

Secondo molti osservatori, a far realmente imbufalire il Cremlino (che nel "Sindacato dei cittadini russi" ha una sorta di braccio armato) sarebbero state invece le parole che la regina del pop ha speso in favore della liberazione delle Pussy Riot, la punk band incriminata per vandalismo e incitamento all'odio religioso. Maddy, dal canto suo, sembra non essere troppo preoccupata delle inimicizie che si è fatta in Russia: l’11 ottobre ha infatti snobbato l’udienza preliminare del processo ed è facile prevedere che anche questa settimana di lei non si troverà traccia in aula.

Non è la prima la prima volta che madame Ciccone si trova coinvolta in un’azione processuale. Nel 2004 la Maverick, etichetta di cui deteneva il 60%, intraprese una causa ultramilionaria contro Warner Music. Per farla breve: Maverick, che aveva siglato un accordo di collaborazione con Warner, sosteneva che il supercolosso gli avesse fatto perdere svariati milioni di dollari a seguito di alcune inadempienze contrattuali. Sul versante opposto, la Warner negava qualunque tipo di coinvolgimento, affermando Maverick aveva perso i soldi per conto proprio. La controversia si risolse a tarallucci e vino, con l’acquisizione di Maverick da parte della stessa Warner.

In tempi più recenti, la cantante di origini italiane era entrata in contrasto con il produttore di abbigliamento L.A. Triumph che l’accusava di aver sfruttato impropriamente il nome Material Girl, da loro già utilizzato sin dal 1997, per la linea di abbigliamento junior lanciata insieme alla figlia Maria Lourdes. La diatriba non è stata ancora risolta, ma per ora il "nuovo" marchio resiste sul mercato e continua a portare dollaroni nelle tasche di mamma e pargoletta.

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