Londra: incantesimo sul Tamigi

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Redazione

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L’unicità di Londra è questa: la sua infinita capacità di rigenerarsi. Un po’ come la pelle umana, il suo tessuto urbano sembra costantemente in grado di rimarginare ogni ferita, rendere vellutate le superfici screpolate, creare vita dove c’erano solo strade buie e lavoratori che andavano a nanna presto. Gli ultimi quartieri toccati dall’incantesimo sono The Borough e Bermondsey: fino a poco tempo fa propaggini dimenticate del lungotamigi meridionale (per chi non l’avesse mai percorso, il sentiero pedonale che costeggia il fiume dalla Tate Modern a Tower Bridge è un viaggio nel viaggio), oggi destinazione turistica per pochi intenditori: brulicante di hotel e mercatini, pub secenteschi tornati alla vita e musei dedicati al design e alla moda, esperimenti gastronomici e architettonici. A segnalare al mondo che tra queste strade di South London c’è il futuro, lo scorso 1° febbraio sono stati inaugurati i 310 metri di The shard, ovvero La scheggia, il grattacielo disegnato da Renzo Piano. Dalla terrazza panoramica al settantaduesimo piano nei giorni tersi si vede il mare. Ma la capitale inglese non sembra piccola nemmeno da lassù.

TOUR CON AMPUTAZIONE
A pochi metri dal grattacielo di Renzo Piano c’è un piccolo museo segreto che fa la gioia degli amanti di C.S.I., Grey’s Anatomy e di tutto il filone steampunk: l’Old operating theatre and Herb Garret (9, St Thomas street). Custodito dal Settecento nella soffitta della chiesa di St Thomas, in cima a una pressoché inaccessibile scala di legno, ecco una sala operatoria vittoriana con tanto di tribune per permettere a studenti e curiosi di assistere a lobotomizzazioni, amputazioni e prove d’anestesia. Tutti i giorni, con seghe e forcipi in mano, i custodi del museo fanno stendere un visitatore sul lettino di legno e simulano interventi «vecchia scuola». Nella parte espositiva, creature varie sotto formalina e foto d’epoca. Per chi a Warm Bodies preferisce Sex and the city, a Bermondsey c’è anche il Fashion and Textile museum (88, Bermondsey street): la prossima mostra, dal 22 marzo al 29 giugno, è dedicata all’artista americano del patchwork Kaffe Fassett. Sempre da queste parti, da vedere il Design museum London (28, Shad Thames).

QUI IL PASSATO È PIÙ VIVO CHE MAI (E IL BARDO PURE)
A tre minuti di cammino dallo Shard c’è il Globe theatre, ricostruito nel 1999 fedelmente all’originale del 1599, creato dalla compagnia di William Shakespeare e andato distrutto alla fine del Seicento. Già prenotabili i biglietti per le recite estive (il teatro è all’aperto): il 7.5 La tempesta, il 25.5 Sogno di una notte di mezza estate e il 22.6 Macbeth (info Shakespearesglobe.com). Da visitare il gift shop del museo: le versioni a fumetti di tutte le opere del Bardo (i «Manga Shakespeare») e il grembiule da cucina di Giulietta sono piccole icone di leggerezza e ironia. Per restare immersi nel passato ogni venerdì mattina alle 5 (l’ora per gli affari migliori) in Bermondsey square c’è il New Caledonian antiques market, gioiellino del bric à brac londinese: vasellame, vetri e ottoni d’epoca georgiana e vittoriana.

SWINGIN' LONDON PER VERI BUONGUSTAI
Saporito, colorato e melodioso: alla scoperta del Borough Market
Da quando Spitalfields s’è trasformato in una specie di Harrods a cielo aperto, trovare a Londra un mercato degno si questo nome è diventato sempre più difficile. Chi si spingerà fino a Southwark street attraversando il London Bridge in direzione sud, però, si imbatterà in un inaspettato spettacolo fatto di musica rockabilly (una band con chitarre elettriche e contrabbasso non manca mai) e prodotti di fattoria non necessariamente a chilometro zero (il tè greco generato dall’infusione delle foglie di olivo, per esempio, è da provare). Al Borough Market non si vendono vestiti e tantomeno musica o bric à brac: solo cibo. E per nulla vegano. Spettacolare il banco di selvaggina di Furness fish & game per esempio, un’attività portata avanti da generazioni da una cooperativa di cacciatori provenienti dalla Cumbria.

Da sperimentatori impavidi, invece, le torte di maiale in gelatina di Mrs Kings pork pies. Mentre farebbero invidia a un produttore toscano i formaggi erborinati di Alsop and Walker, consegnati ogni giorno dall’Est Sussex. Ricercati anche i tè indiani di Tea2 you e le miscele cinesi e giapponesi di EastTeas.

Per una pausa pranzo dopo la visita: The Garrison Public House, versione gourmet del classico pub inglese. Tra le proposte: salmone marinato in barbabietola, salsa remoulade e crescione d’acqua. Per un ottimo hamburger, invece, c’è il sempiterno The George Inn: ne parlava già Charles Dickens nel suo La piccola Dorrit.

Ovvio che tanta nuova vita aveva bisogno di un degno hotel per essere ospitata: entro fine 2103 s’inaugurerà il nuovo Shangri-La London, un spettacolare cinque stelle destinato a occupare i piani dal trentaquattresimo al cinquantaduesimo di The Shard di Renzo Piano. Centottantacinque camere di 42 metri quadrati d’ampiezza media, 17 suite con vista impagabile sulla città, avrà i piani collegati tra loro da una scalinata sospesa lunga 135 metri e una piscina infinity al cinquantaduesimo piano.

UNA PIAZZA A REGOLA D'ARTE
Ogni architetto può costruire un grattacielo dal nulla, ma creare una piazza da zero rimane una delle operazioni più complesse dell’urbanistica contemporanea. A Bermondsey square forse ci sono riusciti, tanto che nel corso degli ultimi City Planning awards la piazza è stata dichiarata "miglior spazio pubblico di Londra". Inaugurata nel 2009 su progetto firmato East architects, è disseminata di curiose sedute rosse a forma di icosaedro (il solido platonico con più facce, 20) e ricoperta da un vetrocemento trasparente che permette di ammirare i resti e le fondamenta della Bermondsey abbey, datata 1082 d.C.

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