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World's 50 Best Restaurants 2017 premiati a Melbourne

Sale sul gradino più alto del podio l'Eleven Madison Park, ma Bottura perde la corona. Soddisfatto del suo 45esimo posto lo chef Niko Romito

Massimo Bottura

Fiammetta Fadda

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Per il suo quindicesimo compleanno il 50 Best, la classifica mondiale che premia i 50 migliori chef planetari (in realtà sono 100 ma sono i primi 50 ad avere rilievo mediatico), ha fatto le cose in grande. A cominciare dalla location, non più Londra come d'abitudine dato che l'organizzazione svolta dal periodico Restaurant lì ha sede o a New York, città d'elezione l'anno scorso, ma in Australia, a Melbourne, che ha trasformato un evento per addetti ai lavori in una kermesse cittadina.

Su un maxi schermo nella Federation Square la città ha seguito passo passo lo svolgimento della cerimonia di presentazione della classifica, tenuta segretissima sino all'ultimo istante, mentre i migliori food-truck offrivano le proprie specialità in una sorta di maxi picnic. Il meccanismo della valutazione impegna oltre 1000 giurati, scelti fra critici gastronomici, ristoratori, gourmet, i quali affidano i propri giudizi su dieci ristoranti, di cui sei della propria nazione, a una scheda on line.

Il risultato è che dal momento della rivelazione i primi 50 classificati, per non parlare del primo in assoluto, sono gratificati da una lista d'attesa di mesi. L'anno scorso è successo a Massimo Bottura dell'Osteria Francescana di Modena.

Nel frattempo erano già stati annunciati un mese fa i premi speciali: tra cui quello ad Ana Ros di Hisa Franco a Caporetto come migliore chef donna, quello all'inglese Heston Blumenthal alla carriera e quello alla "promessa" al Disfrutar di Barcellona. Orchestrazione perfetta, tempismo hollywoodiano, ostriche, caviale, calici a gogo di Ferrari Metodo Classico (sponsor tra l'altro del premio all'arte dell'ospitalità attribuito al Celler de Can Roca di Girona) in attesa dell'inizio dello spettacolo in un crescendo di suspence dal cinquantesimo al primo in classifica.

Dal 50 al 40: un pot-pourri di famosi, provocazioni, sorprese. Al 47 l'Astrance, il grandissimo di Parigi; al 45 Den di Tokyo, nuovo e iconoclasta. Al quarantatreesimo la cucina purissima di Niko Romito di Castel di Sangro, a soli due punti dal mitico Paul Pairet di Shangai, creatore della cucina stroboscopica; in pieno contrasto col trentaduesimo posto di Attica di Melbourne, centrato sulla filosofia identitaria dal canguro alle foglie di eucalipto.

Dal 30 al 20 la tensione cresce. Al 29 le Calandre di Rubano, il ristorante di punta dei fratelli Alajmo; al 25 Tickets di Albert Adrià, un'esperienza alla Willy Wonka che conferma come la cucina-spettacolo di qualità sia il nuovo-nuovo trend del terzo millennio; tendenza confermata dal 23simo posto in classifica di White Rabbit a Mosca, puro Alice in Wonderland. Ma anche la cucina di territorio di Enrico Crippa al Piazza Duomo di Alba salito in quindicesima posizione.

Dal decimo al primo, si classifica settimo il miglior ristorante d'Asia Gaggan di Bangkok, da prenotare al più presto; al quinto il Central di Lima, migliore del Sudamerica. Al secondo Massimo Bottura, quest'anno anche Best in Europe, ma un gradino indietro rispetto all'anno scorso.

Primo assoluto, numero uno d'America e del mondo, Eleven Madison Park di New York, il locale che combina il meglio della cucina, della scena e del servizio.

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