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Veronica Partridge e la crociata contro i leggins

La blogger cristiana critica un capo d'abbigliamento che, secondo lei, provocherebbe pensieri lussuriosi

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Barbara Massaro

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Il diavolo indossa i leggins. La pensa così Veronica Partridge, madre, moglie e blogger cristiana che, con un suo recente post, ha scatenato un putiferio sul web mandando a gambe all'aria decenni di lotte femministe, di conquiste di diritti in occidente e di autodeterminazione dell'universo femminile.

Secondo la Partridge, infatti, le donne non dovrebbero indossare i comodi leggins colpevoli di suscitare pensieri lascivi nella mente debole del maschio medio. Inutile dire che all'orecchio delle donna contemporanea una simile proposizione suona come un gessetto sulla lavagna e, infatti, in tante hanno risposto in maniera anche dura alla tesi della blogger.

La donna, però, non ritiene che tutte debbano seguire il suo esempio, solo vuole condividere la sua presa di consapevolezza.

Scrive Veronica: "Ho deciso, per me stessa e per mio marito, che non li indosserò più in pubblico - professa a proposito dei leggins - L'unico momento in cui per me sarà accettabile indossarli sarà in casa e con una maglietta abbastanza lunga da coprirmi. Voglio dare il miglior esempio a mia figlia. Voglio che lei sappia che il suo valore non si nasconde nel suo apparire o nelle cose che indossa, ma nel carattere e nella personalità che Dio le ha donato. Ora sento che la mia coscienza è pulita e che sto onorando il Signore e mio marito".

Il fioretto è frutto dell'osservazione che la blogger ha fatto camminando per strada e rendendosi conto che i pantaloni aderenti fanno cadere l'occhio alla maggior parte degli uomini sui lato B delle passanti. 

"È possibile che il mio mettere i leggings possa portare un altro uomo, qualcuno che non sia mio marito, ad avere pensieri lussuriosi su di me? - si chiede la donna - ho chiesto a mio marito quale fosse la sua idea in merito, ho apprezzato la sua onestà quando mi ha detto: 'Sì, quando vado da qualche parte e c'è una donna che indossa questi pantaloni, mi riesce difficile non guardare. Ci provo, ma non è facile'".

E prosegue Veronica: "Se è difficile per mio marito che mi ama, mi onora e mi rispetta, volgere altrove il suo sguardo, quanto può essere ancora più difficile per un altro che non abbia il suo stesso self-control? Certo, se un uomo vuole guardare, alla fine guarderà, ma perché provocarli? È possibile che i leggings o i pantaloni molto stretti possano portare un marito a guardare una donna nel modo in cui dovrebbe guardare solo sua moglie?"

Le riflessioni della Partridge sono state condivise ben 70mila volte e, nella maggior parte dei casi, altre donne si chiedevano se non fossero piuttosto gli uomini tenuti a controllare i propri istinti. E' possibile colpevolizzarsi anche con i pantaloni? Sarebbe come giustificare gli stupratori che assalgono donne con gonne corte.

Le donne hanno così poca considerazione degli uomini da ritenerli delle sotto specie di animali in preda alla libido che guida il loro occhio e la loro mente? Pare un salto nel passato e risulta indispensabile che non solo la donna faccia un salto nella scala evolutiva, ma anche gli uomini. 

Si legge, a tal proposito, in un commento: "Che ne dite di provare a controllare i vostri pensieri? Perché le donne devono rendervi costantemente le cose più facili?".

Chi ha ragione: Veronica con il suo "fioretto" relativo all'outfit o chi ritiene che non possiamo continuare a trattare gli uomini come primitivi che hanno sostituito la clava con lo smartphone? 

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