Noa Jansma, album social con i suoi molestatori
Life

Un mese di selfie con gli stalker

Si tratta del provocatorio progetto social di una giovane olandese che ha fotografato i suoi molestatori da marciapiede

Al bar, in macchina, durante una pausa dal lavoro o passeggiando con gli amici.

Ogni occasione è buona per fare apprezzamenti, lanciare qualche fischio, squadrare un lato B e intonare il classico "Ciao bella". Gli uomini lo fanno, chi più chi meno, tutti i giorni quasi senza pensarci, come fosse cosa naturale.

Cosa pensano le ragazze

Così, però, non la pensano le ragazze che, per qualche secondo ogni santo giorno, finiscono per essere oggetto del desiderio di qualcuno.

 

Noa Jansma, studentessa olandese, ha deciso di provare a mettere una accanto all'altra le facce degli stalker da marciapiede, di quei maschi che si sentono in diritto di esprimere il proprio consenso nei confronti delle forme di Noa (e di tante come lei).

Il progetto social

La ragazza ha aperto una pagina Instagram che ha chiamato Dear catcallers che significa Caro molestatore e per un mese, ogni giorno, ha condiviso selfie con uomini che, qualche attimo prima, avevano deciso di "onorarla" con i propri apprezzamenti.

Quello che è emerso è lo squallido ritratto della mediocrità di certi maschi di ogni età in grado di esprimersi com aforismi che vanno dal "Saprei cosa farci con te, baby" al "Dio ti benedica, quando ti ho visto ho avuto pensieri selvaggi" (quest'ultima frase pronunciata da un uomo over 60).

E poi ci sono i fischi in macchina; i vari "Ciao carina" o i "Sai che sei molto sexy?".

Una sub-cultura di massa

Noa, intervistata dall'edizione francese di Huffington Post, ha dichiarato: "Ho avuto questa idea in mente per molto tempo, ma non avevo il coraggio di fare il primo passo, ma quando ho chiesto a un uomo di farsi una foto con me, ha risposto con entusiamo".

Questo dimostra come la maggior parte di loro non si renda neppure conto di essere molesto come spiega ancora la Jansma: "Molti di loro pensano che farsi un selfie sia cool. Sorridono e fanno il segno dell'ok con la mano. Questo è un messaggio per tutti i genitori dei ragazzi: educateli affinché le ragazze non siano costrette a confrontarsi con questo schifo".

Noa si è limitata a portare avanti il suo progetto per 30 giorni e ora ha smesso girando, però, l'account a altre giovani che, come lei, sono costrette a convivere con la sub-cultura di massa del maschio medio.

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