Mentre esistono località turistiche in cui albergatori, negozianti e ristoratori farebbero carte false per un sold out e si spendono in promozioni e slogan per incoraggiare gli aspiranti viaggiatori c'è un'isola in Thailandia che ha deciso di chiudere le porte ai turisti per eccesso di presenze.

Si tratta di Koh Tachai, un atollo immerso nell'Oceano che si trova a metà strada circa tra Surin e le Isole Similan ed è considerato come uno dei migliori luoghi in Thailandia per liveaboards subacquei. Ottocento metri di sabbia bianchissima e mare dalle decine di sfumature di azzurro.

Un luogo vergine che rischiava di perdere la sua purezza a causa dell'invasione turistica. Per dimensione, infatti, l'isola non dovrebbe ospitare più di una settantina di turisti per volta mentre, durante i mesi di maggior flusso, arrivavano anche mille turisti al giorno a cui vanno aggiunte, bancarelle, ambulanti e traffico di barche in entrata e uscita.

Una pressione insostenibile per il minuscolo paradiso che è stato difeso dal governo tailandese che ha deciso di chiudere per sempre Koh Tachai.

Il dipartimento dei parchi nazionali thailandesi ha così spiegato la decisione: "Se non si ponessero delle restrizioni all'arrivo di migliaia di visitatori, le risorse naturali di Koh Tachai verrebbero intaccate in modo irreparabile".

Per chi non ha avuto la fortuna di visitare l'atollo resta la consolazione di poter sbirciare le foto da sogno scattate negli anni dai turisti e postate su Instagram.

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