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Run, worker, run: al lavoro ci si arriva correndo

La nuova tendenza di raggiungere il posto di lavoro facendo jogging sta spopolando nel Regno Unito

Traffico, parcheggi a pagamento, mezzi pubblici costosi e sempre in ritardo: molto spesso recarsi in ufficio è un’impresa che mette a dura prova il tuo stomaco e polverizza anche le ultime tracce di buonumore che ti rimangono. In Gran Bretagna hanno cercato di escogitare una soluzione alternativa: andare al lavoro correndo.

Si tratta di un modo salutare, pratico ed economico che ti fa iniziare la giornata in modo positivo e rilassato. I protagonisti di questo cambiamento sono i run commuter che, secondo uno studio della Royal Holloway University di Londra, negli ultimi due anni sono triplicati. Dalla ricerca è emerso che il 50% degli intervistati corre sia all’andata che al ritorno (mediamente, circa 60 minuti di attività fisica quotidiani), e che il 60% ha iniziato a farlo da meno di due anni. Ma ciò che conquista i commuter oltre al risparmio economico (e spesso anche di tempo) è il potere dell’attività fisica di alleggerire la testa dalla pressione lavorativa e di esorcizzare le preoccupazioni giornaliere.

Nonostante il fenomeno sia in notevole crescita, sono ancora poche le aziende che si sono attrezzate per incoraggiare il run commuting. Dal sondaggio è infatti emerso che il 97% dei 'corridori' è convinto che servano docce e armadietti sul posto di lavoro per venire incontro alle esigenze dei runner, ancora costretti a lavarsi goffamente nei lavandini dei bagni dell’ufficio, e a portarsi ogni giorno uno zaino con i vestiti da lavoro.

Tenendo conto dell’efficienza dei nostri mezzi pubblici e delle code in tangenziale e in centro città, forse la soluzione britannica si adatterebbe alla perfezione alla realtà italiana. Iniziamo ad allenarci?

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