Smog, arrivano i manifesti "mangia-polveri"

I cartelloni, già comparsi a Milano, promettono di ridurre lo smog

Eleonora Lorusso

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La pubblicità è l'anima del commercio, ma potrebbe diventare anche una "medicina" contro lo smog. A Milano, infatti, soffocata da inquinamento e polveri sottili come molte altre città della Pianura Padana, è comparso un enorme manifesto, sul quale si legge: "Questa pubblicità non vende auto, ne fa sparire 409.704 in un anno". In molti si sono chiesti cosa significasse, passando da viale Liberazione, zona sud di Milano, una delle più trafficate del capoluogo nelle ore di punta.

Effetto "mangia-smog"
Il "mistero" è presto svelato: non si tratta di un cartellone pubblicitario come gli altri, bensì di uno in grado di "mangiare smog", grazie ad una speciale tecnologia Made in Italy, messa a punto da una azienda di Pavia, la Anemotech. Il materiale di cui è fatto il manifesto, infatti, è multistrato ed è stato realizzato con molecole in grado di assorbire, bloccare e disgregare gli agenti inquinanti presenti nell'atmosfera. Grazie a questa azione - che non a caso è stata chiamata The Breath, il respiro - è possibile ridurre la quantità di particelle inquinanti, che vengono "attirate" dallo speciale materiale, costituito da uno strato centrale carbonico, che trattiene. Il principio ricorda quello della fotosintesi clorofilliana degli alberi, che riescono a ripulire l'aria dall'anidride carbonica, rilasciando ossigeno, con la differenza che i manifesti hanno solo una funzione "passiva", di "mangia-smog".

I precedenti
Come recita lo slogan, la tecnologia verde utilizzata per il cartellone sarebbe in grado di ridurre la quantità di inquinamento prodotto da oltre 409 mila auto, tra Euro 5 diesel e benzina, incrociando i dati sulle emissioni di veicoli (fonte Aci) e la capacità assorbente del materiale dei cartelloni. Non è la prima volta che viene presentato un materiale che promette di ridurre i livelli di inquinanti: in passato era toccato all'asfalto "magia-smog", utilizzato nel comune dell'hinterland milanese di Segrate; entro il 2020, invece, l'ospedale San Raffaele ha annunciato la realizzazione di una speciale copertura della torre dell'edificio, con un materiale in grado di mantenere il calore e dunque ridurre consumo di energia e di inquinanti impiegati per produrla.

Di sicuro, per ora almeno un effetto è stato raggiunto: l'attenzione dei passanti è già stata "catturata", ora toccherà alle particelle di smog.

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