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Sei depresso? Lo smartphone ti avvisa

Alcuni sensori posti sui cellulari, in futuro, potrebbero segnalare i sintomi della malattia

depressione

Barbara Massaro

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Esci di meno? Passi più tempo attaccato al cellulare a navigare in rete? Non ricevi più chiamate o stenti ad entrare su Whatsapp? Tutti questi potrebbero essere i primi sintomi di una depressione in atto e saperli leggere potrebbe aiutare a curarsi con tempestività.

Il rapporto tra smartphone e diagnosi del disagio mentale è stato al centro dello studio condotto dal dottor David Mohr della Northwestern University e pubblicato sul Journal of Medical Internet Research.

Analizzando i comportamenti "tecnologici" di 40 volontari il team del professore ha scoperto che esistono alcuni indicatori di disagio che possono essere utilizzati dalla medicina. In particolare il Gps che indica gli spostamenti e l'uso medio del dispositivo. Pare infatti che una drastica riduzione delle uscite di casa unita ad un'impennata dell'utilizzo del cellulare possano indicare l'inizio di una forma depressiva.

I dati incrociati sono stati confermati nell'84% dei casi e ora il team si prepara ad allargare il campione per approfondire la strada intrapresa. "La ricerca suggerisce che i sensori degli smartphone possono essere utilizzati come marcatori comportamentali per diagnosticare la depressione" ha affermato lo stesso Mohr che ha poi aggiunto "Immagina un mondo dove i dispositivi che abbiamo in tasca possono tenere traccia della nostra salute mentale e darci una mano appena mostriamo i primi sintomi. Questo potrebbe aiutare tante persone a ricevere le cure giuste al momento giusto".

Considerando che ogni anno si ammalano di depressione 350 milioni di persone al mondo anche la diagnosi via smartphone potrebbe essere utile.

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