Gli italiani e lo scambio di case: dove, come, quando?

Ospiti del mondo, viaggiatori esperienziali e turisti sostenibili. La ricerca di Scambiocasa.com

I dati della ricerca di Scambiocasa.com e Università di Bergamo (ufficio stampa)

Micol De Pas

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Il pianeta è un luogo da scoprire, possibilmente approdando nelle case dei cittadini del mondo. È questa la tendenza più forte del viaggiare nell’ultimo anno, con una consistente crescita del fenomeno dello scambio casa. Se è vero che questa modalità di girare il mondo era nata in America negli anni '50, grazie a un gruppo di intraprendenti professori universitari a caccia di soluzioni economiche per portare a termine le loro ricerche, è altrettantio vero che negli ultimi anni i siti che mettono a disposizione interi alloggi, camere o semplicemente divani in quasi tutte le località indicate sul mappamondo sono proliferati. E con loro, i viaggiatori che le scelgono.

Al punto che Scambiocasa.com insieme all’Università di Bergamo ha condotto la prima ricerca approfondita per delineare chi è il tipico turista di appartamenti (ma anche ville o camere per alloggiare).

La maggior parte di chi pratica lo scambio di case appartiene a una fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni, con un alto livello di istruzione a professionalmente occupati. Se si può ampliare il confine includendo i 35enni e i 64enni, sono quasi da escludere totalmente i più giovani. Solitamente i “barattatori” sono coppie con figli, mentre pochissimi single scelgono questo tipo di vacanza.

Non solo: lo swap, il baratto, implica una certa visione del mondo: solidale, risparmiosa e attenta all’ambiante. Infatti, il 70 per cento di loro ama cucinare in casa, perché consente di acquistare i prodotti locali, meglio se biologici; visita musei ma anche parchi naturali ed è attento a conoscere i luoghi in maniera approfondita, il più possibile vicino agli stili di vita della gente del posto. Di solito, anche la durata del soggiorno è maggiore rispetto alle canoniche due settimane in albergo. Si risparmia, è vero, ma non è questa l'unica spinta: nella maggior parte dei casi, prevale il desiderio di incontrare altre persone e altre culture, per trasformare il viaggio in un'esperienza autentica.

Infine, l’affidabilità: il 93 per cento degli intervistati si è dichiarato soddisfatto della scelta e il 75 per cento ha definito chi scambia casa una persona affidabile. Forse proprio perché sta cambiando il modo di fare turismo: non più individualista, ma attento a conoscere le persone del mondo, in un'ottica nuova: usare è meglio che possedere. Casa compresa.

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