Trasformare gli scarti di cibo in pasti cucinati da veri chef e serviti a poveri e homeless. E' la filosofia del progetto Refettorio Ambrosiano firmato dallo chef numero uno al mondo Massimo Bottura. Dopo una prima esperienza a Expo 2015 e la replica pronta per le Olimpiadi di Rio, Refettorio Rio, Bottura ha annunciato lo sviluppo dello stesso progetto nel Bronx con un partner d'eccezione: Robert De Niro. A renderlo noto è stato lo stesso Bottura tramite il suo account Instagram su cui ha condiviso una foto col Premio Oscar "Progettando il nuovo Refettorio nel Bronx. Con Bob nel 2017" ha scritto.

La partnership con De Niro è fondamentale perchè l'idea stessa del refettorio popolare implica una grande radicalizzazione nel territorio e chi meglio di De Niro che a New York ha già tre ristoranti (Nobu, Tribeca Grill e Locanda Verde) ed è molto legato alla sua città dove ha fondato, tra l'altro, il Tribeca Film Festival, come reazione all'11 settembre.

A Milano, durante Expo, al Refettorio Ambrosiano 15 tonnellate di cibo scartato sono state trasformate in pasti caldi da una schiera di 60 chef formati dallo stesso Bottura. Ogni notte sono stati 90 i senza fissa dimora sfamati nell'ex teatro della parrocchia San Martino di Greco a Milano.

A Rio scenderanno in campo chef del calibro Alain Ducasse e Joan Roca che cucineranno gli scarti per servire 19.000 pasti durante le Olimpiadi.

L'attenzione di Bottura al rapporto tra fame nel mondo e spreco alimentare non è una novità. Lo chef è la mente di Food for Soul che sotto lo slogan "Cucinare è un appello ad agire" si chiede "Consapevoli che un terzo del cibo prodotto in tutto il mondo viene buttato via, il nostro progetto parte da una domanda: Sono lo spreco alimentare e la fame due espressioni dello stesso problema? Noi crediamo di sì"

Il progetto del Refettorio Ambrosiano aveva avuto anche la benedizione di Papa Francesco e ora Bottura raddoppia e si radica anche in quel Bronx che pare destinato a non riscattarsi mai.


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