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Regola numero uno: mai andare in coppia a comprare mobili low cost

Per evitare crisi coniugali e liti furibonde meglio lasciare il partner lontano dai mega store che vendono divani e cucine da montare a casa

SKOREA-SWEDEN-IKEA-RETAIL-FURNITURE

Barbara Massaro

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Le donne, di solito, adorano girare per i suoi corridoi a caccia di mobili dai nomi impronunciabili e di oggetti d'arredo senza i quali la vita sarebbe incompleta; i maschi, invece, al solo sentire pronunciare la frase "Pomeriggio all'Ikea" scappano a gambe levate. 

Alzi la mano la coppia che non ha mai avuto tensioni durante la scelta di scrivanie e stoviglie e che non ha rischiato di mollarsi tra una poltroncina svedese e il minimarket dei maxi store d'arredamento e che all'uscita non abbia pensato "Con lui (o lei) qui dentro non ci torno mai più".

A confermare l'empirica impossibilità di uomo e donna di vivere con serenità la scelta dei mobili all'Ikea adesso arriva anche lo studio condotto dallo psicologo americano Ramani Durvasula e pubblicato dal Wall Street Journal. Secondo il terapeuta le giovani coppie, in particolare, tra i corridoi del grande magazzino, vedrebbero vacillare i propri progetti di costruire sereni nidi d'amore a colpi di brugola e cacciavite. 

"Il supermercato - ha spiegato Durvasula - diventa un vero e proprio percorso forzato tra gli incubi di una relazione".

La serenità che trapela dai modelli perfetti di case Ikea pone, così sostiene l'uomo, le coppie di fronte ad interrogativi e sensazioni di inadeguatezza. "Riusciremo ad avere una cosa così?" Si chiedono i fidanzatini in cerca di una soluzione economica per costruirsi un nido d'amore. Come ci divideremo i compiti di casa? Sarà meglio un divano Elktrop o un tavolo Melmark?

Sono nodi essenziali nella vita e riuscire ad uscire indenni dalle compere da Ikea sarebbe un successo pari a quello che si potrebbe ottenere dopo mesi di terapia di coppia. 

Durvasula ne è convinto sottolineando anche che il montaggio casalingo di librerie e scaffali rischia di minare la mascolinità del giovane uomo di turno. Che figura si fa di fronte all'aspirante donna della vita a non riuscire a unire i pezzi A, B e C e trasformarli in una scomoda scarpiera? 

Insomma, se non si è più che collaudati, sostiene lo psicologo, è meglio non andare a scegliere i mobili low cost del colosso svedese, ma accontentarsi del classico due cuori e una capanna (magari già ammobiliata).




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