Dici Playboy e pensi subito alle copertine old style con le super maggiorate degli anni '50 o a quelle, decisamente più hot, con le modelle in microbikini e seni esplosivi in perfetto stile eighties. La metamorfosi del mensile erotico fondato da Hugh Hefner ha seguito (e qualche volta anticipato) le mode e soprattutto ha sempre fatto discutere e scatenato polemiche. Come quelle che precedono l'uscita del numero di ottobre 2016, sul quale poserà per la prima volta una modella con il velo islamico.

Playboy, Noor Tagouri sfida i tabù
Giacca di pelle, t-shirt bianca, jeans scuri, sneakers e rossetto. È questo il look scelto da Noor Tagouri per il suo debutto su Playboy: in netto contrasto con le altre pagine del mensile erotico più famoso al mondo, la giornalista 22enne di origini libiche posa in veste castigatissima e indossa orgogliosamente il suo hijab, il velo che portano le donne musulmane per coprire la testa e il collo. La trasgressione più grande? Rimanere castigatissima e non rinunciare al proprio stile neppure sulle pagine che hanno rappresentato per decenni il massimo della trasgressione. 

Noor Tagouri non ha posato per la copertina, come erroneamente riportato da diversi blog, ma per un servizio della sezione Renegades 2016 dove è stata inserita tra gli uomini e le donne più influenti del momento. In America la giornalista è infatti molto conosciuta, soprattutto per le sue battaglie social attraverso cui punta ad abbattere i pregiudizi verso il mondo arabo, e sogna di essere la prima donna con il hijab a condurre un programma di informazione. "Ho sempre pensato: 'So che la mia comunità è mal rappresentata dai media. Per questo voglio parlare della mia gente nel modo corretto'. Meritiamo giustizia", ha raccontato nell'intervista a Playboy

Le polemiche per la scelta della giornalista 
Il nuovo numero di Playboy sarà nelle edicole solo tra qualche giorno, ma le polemiche già impazzano da diverse settimane. Nell'occhio del ciclone è finita la stessa Noor Tagouri, accusata via web da diverse femministe americane di essersi prestata al gioco del mensile, che da sempre secondo molti "mercifica il corpo delle donne e lo rende un oggetto". Sui social network si è scatenata una pioggia di critiche, ma dall'alto dei suoi 22 anni la giornalista ha risposto senza lasciare spazio alle repliche: "Cerco di non pensare a chi dice cose cattive su di me e sulle mie scelte. Ho deciso di circondarmi solo di persone positive". 

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