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Perché "Femminismo" è la parola dell'anno

Il dizionario americano Merriam-Webster lo ha eletto termine più rappresentativo del 2017

Womens right protest during US Presidential inauguration.

Barbara Massaro

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Donne libere, consapevoli, capaci di dire "no" e di denunciare abusi e soprusi. Donne unite, che protestano in piazza, che combattono e credono nella possibilità di costruire un mondo migliore. E' la nuova generazione di femministe nell'anno il cui la parola femminismo viene incoronata come la più significatica del 2017.

Perché femminismo è la parola dell'anno

A sancirlo è stato il dizionario americano Merriam-Webster che ha evidenziato come nel 2017 la percentuale di ricerca della parola femminismo sia cresciuta del 70% con due picchi.

Il primo si è avuto a fine gennaio in occasione nella marcia delle donne che da Washington a Bruxelles passando da Londra e Berlino sono scese in piazza all'indomani dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca per protestare contro il nuovo Presidente.

Il secondo picco è arrivato in corrispondenza con lo scandalo molestie sessuali che ha avuto nel produttore cinematografico Harvey Weinstein la punta dell'iceberg che ha portato a galla un modus operandi diffuso nel cinema, nella politica e nella televisione in cui il potere di registi, produttori o più genericamente "capi" veniva utilizzato come strumento di ricatto per ottenere prestazioni sessuali dalle donne.

Il nuovo femminismo

Lo tsunami ha fatto sì che milioni di donne in tutto il mondo sposassero l'hashtag #MeToo (Anch'io) e utilizzassero i social network per denunciare di essere state molestate almeno una volta nel corso della vita. Un grande coro virtule di donne che, in ogni angolo del mondo, si sono unite per condividere la propria esperienza come fossero un'unica persona.

Anche in quel periodo la parola femminismo è stata la più cercata in lingua inglese. La definizione del sostantivo recita: "Teoria di eguaglianza politica, economica e sociale tra i sessi" e "Attività organizzata in nome dei diritti e degli interessi delle donne".

Dagli anni '70 a oggi le cose sono cambiate, ma se un tempo le donne marciavano per il diritto al divorzio o all'aborto oggi lo fanno perché la molestia è diventata più subdola. E' fatta di mobbing, di prevaricazione, di ricatti online e di odio generalizzato nei confronti delle donne temute da un sesso che si dichiara forte ma che, in certi casi, si dimostra in tutta la sua debolezza.

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