Barbara Massaro

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A Milano da quasi una settimana non si parla d'altro: Piazza Duomo è stata prima trasformata in un giardino esotico e poi è stata vandalizzata nella notte da un gruppo di malviventi che ha dato fuoco alle palme firmate Starbucks.

Tutto ha avuto inizio lo scorso mercoledì quando in Piazza Duomo, tra la statua di Vittorio Emanuele a cavallo e il parcheggio dei taxi sono comparse palme e banani in un'area verde sponsorizzata da Starbucks e approvata da giunta e sovrintendenza comunale.

La presenza di una vegetazione così particolare e poco consona ai climi lombardi ha subito scatenato la polemica sui social network tra ironia e meneghino "Rob de matt" pronunciato da chi all'ombra della Madonnina ora già immagina un parcheggio di cammelli e oasi del deserto.

La polemica da affare da bar nel giro di un battito d'ali si è trasformata in cuore stesso della discussione politica lombarda con il centro destra pronto alla levata di scudi nei confronti dell'amministrazione Sala. Sul tema sono intervenuti architetti, critici d'arte, esperti di storia milanese, politici e politologi senza arrivare a una verità assoluta circa l'opportunità delle palme a Milano.

Sabato, poi, il movimento di ultra destra Casa Pound ha manifestato in piazza al grido "No all'africanizzazione di Milano" e nella notte è stata bruciata una delle palme con il rischio di dar luogo a un rogo pericoloso per l'intero centro della città.

La condanna al gesto estremo è stata quasi unanime da parte delle fazioni politiche e ancora s'indaga sulla firma dell'atto di vandalismo che ha spostato la polemica social facendola virare verso una sorta di apologia corale della palma tanto stigmatizzata fino a 24 ore prima.


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