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Millennials, nozze addio: meglio con mamma e papà

A confermare la tendenza una ricerca americana, che spiega anche di più

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Eleonora Lorusso

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Il matrimonio? Neanche per idea. Un po' perché si tratta di un'istituzione che ha sempre meno appeal tra i giovani, un po' per le difficoltà economiche e lavorative, un po' perché in fondo si sta bene (e qualche volta meglio) con mamma e papà. I Millennials e la Generazione X, dunque, si sposano sempre meno e soprattutto restano a casa più a lungo. Una tendenza già in atto da qualche tempo, ma che una ricerca americana, coordinata da Lydia Anderson della Bowling Green State University in Ohio, ha spiegato ancora meglio.

Meno fretta di arrivare all'altare
Secondo lo studio, condotto su un campione di persone tra i 25 e i 34 anni di entrambi i sessi, i giovani hanno sempre meno fretta di arrivare all'altare, a differenza dei loro genitori. Nella stessa fascia di età, infatti, nel 1980 il 68% dei cosiddetti "Baby Boomers" era già sposato. Negli ultimi 20 anni il numero di giovani che decide di convolare a nozze è calato del 41%, arrivando nel 2015 ad una situazione nella quale solo 1 su 5 dei cosiddetti Millennials è sposato.

Le generazioni più giovani, dunque, compresa la Generazione X, preferiscono vivere da sole o andare a convivere, ma senza dare ufficialità alla loro unione.

La novità: meglio stare con mamma e papà
Ma la vera novità è che se fino a qualche tempo fa, giunti in età adulta, la voglia di indipendenza era forte e i giovani facevano di tutto pur di uscire di casa, ora stare a casa con mamma e papà è diventato meno pesante e in molti casi anche comodo. I ricercatori spiegano che 1 giovane Millennial su 5 vive con i genitori, mentre nel 1980 era solo 1 su 10.

I motivi
Un report dell'Office for National Statistic (ONS) spiega che il motivo principale per cui i giovani restano a casa è il costo troppo elevato delle abitazioni stesse, siano in affitto o in vendita. Ma se i genitori sono preoccupati da questa situazione, per molti giovani è molto meglio non uscire di casa, che correre il rischio di una convivenza sbagliata o di un matrimonio naufragato.

Anche il lavoro gioca un ruolo cruciale: se nel 1980 i dati indicavano che il 77% dei giovani tra i 25 e i 34 anni lavorava, nel 2015 il dato è sceso al 74%.

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