Francesco Canino

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Archiviate le tre prove scritte, scatta ufficialmente il momento dell'orale della Maturità 2017. I 505 mila studenti italiani impegnati con l'Esame di Stato, vivono dunque gli ultimi giorni di frenetico ripasso in vista del colloquio davanti alla commissione: la vera incognita è ovviamente la tesina, ovvero il progetto che gli alunni hanno realizzato nel corso dell'anno, incentrato su un argomento a piacere scelto dallo studente che si possa agilmente collegare a tutte (o quasi) le materie. Ecco tutti i consigli e le cose da sapere su tesine, colloqui ed errori da non fare. 

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Maturità 2017, quando iniziano gli orali

Il primo grande interrogativo che tiene sulle spine gli studenti è quello più banale: "Quando iniziano gli orali?". Non c’è una data di inizio uguale per tutte le scuole, visto che sono le singole commissioni a stabilire il calendario dei colloqui e, tramite sorteggio, l’ordine i cui verranno interrogati i candidati. In molte scuole cominceranno già tra giovedì 29 e venerdì 30 giugno, ma in ogni caso bisognerà attendere l'esito delle prove scritte. Anche questo passaggio non è uguale per tutti gli istituti e varia ad esempio in base al numero dei candidati e della tipologia delle tracce. In ogni caso, le disposizioni del Miur prevedono che i voti degli scritti debbano uscire al più tardi il giorno prima dell’inizio degli orali.

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Come calcolare i voti

I risultati degli scritti prevedono fino a 45 punti (dai 10 ai 15 punti ciascuna), cui si andranno a sommare i crediti ottenuti nel triennio, che possono essere al massimo di 25. A questi andranno aggiunti poi i punti previsti per la prova orale, che vanno da un minimo di 20 a un massimo di 30 punti. La lode può invece essere attribuita solo a chi ha preso 100/100 senza il bonus stabilito dalla commissione e ha ottenuto 8 in tutte le materie, compresa la condotta. Per calcolare il punteggio c’è anche un’app, Voto maturità, ideata da un ex studente che si è diplomato nel 2016: lo strumento consente di stimare in maniera piuttosto precisa il voto di maturità, sommando i crediti e i punteggi raggiunti.

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Quanto dura e come funziona il colloquio 

La vera incognita dell'orale è la sua durata. Non c'è una regola fissa, ma di solito il colloquio dura al massimo quaranta minuti: tutto dipende dal numero di domande che la commissione decide di fare - i commissari sono tenuti a fare domande solamente sul programma svolto durante l'ultimo anno - oltre che dal tempo impiegato dal candidato a rispondere e ad esporre la tesina. 

Si parte dalla tesina, che va esposta in maniera chiara e possibilmente utilizzando un linguaggio corretto e quanto più forbito possibile. Sempre più studenti si avvalgono di supporti come PowerPoint o di una mappa concettuale da dare a tutti i commissari, in modo da rendere ancora più chiara l'esposizione, che dura intorno ai 15-20 minuti. Poi si passa alle domande relative alle diverse materie, spesso con argomenti collegati alla tesina, partendo da un argomento a piacere. Infine la commissione mostra le prove scritte, compresi errori e punteggi ottenuti: meglio dunque dare una ripassata anche a quegli argomenti, in modo da non farsi trovare impreparati. 

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Come esporre (al meglio) la tesina

Oltre al ripasso forsennato delle materie in esame, molti studenti in questi giorni sono alle prese con la preparazione dell'esposizione della tesina, elaborata durante l'anno scolastico con la ricerca dell'argomento, del materiale e dei collegamenti. Per affrontare al meglio questa parte di orale, è necessario avere ottime capacità di sintesi ma al tempo stesso di concentrazione per affrontare in modo chiaro e accattivante tutti gli argomenti. La tesina va strutturarla al meglio, scegliendo un bel titolo, immagini che colpiscano e diano l'idea di un lavoro curato: per questo un'idea originale, un'introduzione e un'impaginazione ben fatte, oltre che una bibliografia (e un elenco dettagliato dei siti utilizzati per la ricerca del materiale), sono estremente importanti. 

Gli errori da evitare all'orale

Il vademecum degli errori da evitare quando ci si trova davanti alla commissione è variegata. La prima cosa da tenere in considerazione è che tre dei commissari sono esterni, dunque non conoscono la "carriera", le modalità comportamentali e il carattere del candidato che si trovano di fronte per la prima volta. Dunque, anche l'atteggiamento è molto importante: meglio avere un piglio positivo, non essere scortesi, non farsi prendere dall'agitazione e mantenere le "buone maniere". Sembra una ovvietà, ma l'emotività spesso prende il sopravvento. Una buona impressione iniziale gioverà all'intera prova orale.

Sul piano più concreto, è molto importante presentarsi con una tesina curata (una per ogni commissario) e accattivanete, meglio ancora se accompagnata da una presentazione grafica multimediale (occhio agli errori ortografici e a saperla maneggiare con precisione). Per evitare un'argomentazione confusa e poco approfondita, meglio selezionare i contenuti più importanti, tenendosi però pronti a soddisfare eventuali richieste di approfondimento.

Durante il colloquio è sempre meglio cercare di rispondere a tutto, anche alle domande apparentemente complicate: la scena muta è da evitare a tutti i costi. Per questo partire da una disciplina a scelta è fondamentale, evitando quella in cui si è meno preparati: altro errore da non commettere, quello di avventurarsi in argomenti che non si conoscono o che ci si è dimenticati di ripassare. 



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