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Malato di social? Allora soffri di "fomo"

E' l'acronimo di "Fear of Missing Out", l'ansia di chi non riesce a fare a meno di scattare selfie e controllare gli amici sui social

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Eleonora Lorusso

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Posti una foto (o un selfie) su Facebook e dopo pochi secondi ti aspetti commenti o condivisioni? Controlli costantemente notifiche, mail, risposte ai messaggi in chat con WhatsApp? Cinguetti meglio di un coro di usignoli (solo che tu sei da solo) e non riesci a fare a meno di ritwittare quello che scrivono i tuoi amici? Ma soprattutto: non resisti alla tentazione di sbirciare costantemente quello che scrivono o fanno? Bene, il "quadro clinico" è completo: soffri di fomo, ovvero Fear of Missing Out, l'ansia tipica di chi deve controllare tutto ciò che accade sui social network.

Ad individuare i possibili effetti collaterali della nuova "cyber malattia" sono due studi, pubblicati sulla rivista Pediatrics, secondo i quali l'ossessione nel controllo di ciò che fanno gli amici virtuali in Rete, la connessione continua a internet e in particolare ai social e la paura di perdersi qualche aggiornamento potrebbe portare a grossi problemi nella vita reale. Se ciò è vero per tutti, per gli adolescenti il pericolo è anche quello di un controllo esagerato del proprio corpo e della propria immagine, alla ricerca di "like" e consensi altrui.

Proprio la spinta continua a mettersi in mostra, con selfie e video, sarebbe alla base dell'aumento anche delle richieste di interventi chirurgici di estetica, specie negli Usa. Come dimostrano i dati dell'American Academy of Facial Plastic and Recontructive Surgery, infatti, le ragazze (ma non solo) desiderano sempre più fare ricorso a "ritocchini" e bisturi per migliorare il proprio aspetto, specie se devono postare proprie foto su Instagram & C.

E visto che gli autoscatti personali non bastano più, ecco che ora impazzano "groufie" (ovvero i selfie di gruppo) e i "welfie", versione sempre collettiva dei selfie.

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