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Tra "Bocca di rose" e "Le comari" chi sa cos'è l'amore?

Sta facendo discutere lo scambio di lettere a distanza tra una prostituta di New York e un moglie innamorata

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Barbara Massaro

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"Scrivo a mio marito perché è a lui che voglio parlare". Inizia così lo sfogo di una moglie anonima che ha scritto a Vanity Fair per rispondere virtualmente alla lettera di una prostituta di New York, missionaria del piacere a pagamento che sostiene di "Salvare i matrimoni" grazie alle sue performace con uomini sposati.

La lettera della professionista del sesso è stata pubblicata dalla rivista Vice. La donna, che si chiama April Adams scrive: "Cara moglie, non ci conosciamo, ma so che forse tuo marito ti tradisce e paga un'altra donna per fare sesso. Lo dico perché faccio questo lavoro, e non sono affatto a corto di clienti".

Sesso col pallottoliere

E poi la Adams entra nel vivo della questione: "Permettimi una domanda: quando è stata l'ultima volta che avete fatto sesso tre volte in una settimana? E quando è stata l'ultima volta che se ne è lamentato? Non pensi che forse abbia deciso di toglierti la gestione del problema dalle mani e metterla nelle mie?"

Per quello che April definisce "Il problema" arriva la soluzione: "La buona notizia è che se tuo marito viene a cercare me, vuole rimanere con te. Sta andando a cercare surrogati di affetto facendo meno casino possibile. Prova a immaginare cosa succederebbe se al mio posto ci fosse la baby-sitter, la vicina, la tua migliore amica. La lista potrebbe essere infinita, ma hai capito cosa voglio dire.

Forse non vuoi semplicemente che lui venga a letto con me. E allora te lo richiedo: quando è stata l'ultima volta che avete fatto sesso tre volte in una settimana?"

Alla ricerca della felicità

"Non voglio dire che renderlo felice sia il tuo lavoro - prosegue la missionaria - Sto dicendo che forse tu non hai voglia di andarci a letto così spesso. Sei piena di cose da fare, o stressata e lui non si preoccupa più del tuo piacere come un tempo. Lo capisco, non si preoccupa nemmeno del mio, questo è certo".

La ricetta della salute matrimoniale

"Questo è il punto - conclude - Io sono l'ingrediente segreto di un sacco di matrimoni sani, perché quando lui vede me, entrambi fate la quantità di sesso che desiderate. A patto che lasci stare il suo telefono, potreste arrivare a festeggiare le Nozze d'oro".

Inutile dire che le parole della signora Adams non sono passate inosservate scatendando un dibattito che è arrivato fin da questa parte dell'oceano.

Cos'è l'amore?

Non fare l'amore col proprio marito tre volte la settimana può portare l'uomo a scegliere il sesso a pagamento? Abbiamo così poca fiducia nei nostri mariti e li riteniamo sorta di esseri guidati all'azione da quel che c'è sotto la cintura?

Può davvero una prostituta dare quel calore che si chiama famiglia? Sono le donne in grado di mantenere sex appeal anche dopo anni di cita coniugale? E gli uomini? Sono ancora in grado di sedurre?

Caro marito ti scrivo...

Tutte queste domande se le è poste anche "Anonima" che a Vanity Fair ha inviato una lunga lettera indirizzata al marito al quale vorrebbe porre qualche interrogativo in merito. Si tratta di una riflessione sul senso della coppia, dell'amore e del nido.

"Immagino che April sappia tante cose degli uomini - scrive la moglie - ma non sa, per esempio, che io e te, la sera, adesso, invece di fare l’amore, leggiamo una storia insieme al nostro piccolo Mattia che ci impiega circa 30 lunghissimi minuti per addormentarsi tra i suoi 'Pecchè mama? Pecché papà?'. Sexy, eh? Non sa nemmeno che mentre io finisco di riordinare, tu lavi i piatti e quando cerchiamo di guardare la prima puntata di Fargo insieme, nel letto, io crollo dal sonno al minuto 3 e tu al 5, forse".

Veniamoci incontro

E poi prosegue ammettendo: "So che vorresti fare l’amore di più. Lo so benissimo. Io pure vorrei che mi organizzassi weekend romantici più spesso, o che mi corteggiassi come facevi una volta. Ma allora, invece che andare con un’altra donna, facciamo così: io cerco di stare sveglia fino ai titoli di coda di Fargo per poi dedicarmi a noi e tu mi inviti a cena fuori. 

Per esempio, l’altra mattina mi ero messa un vestitino carino, uno di quelli che una volta avresti fatto i tuoi soliti fischi da cretino. Non te ne sei nemmeno accorto.  Lo so perché: eri intento a mettere la sciarpa a Mattia che scappava in tutte le stanze della casa. Però, vedi, non cerco un uomo a ore per questo, no?"

Cara prostitura questa è "La famiglia"

Una lettera riflessione che si conclude con un inno all'amore, al dialogo e al desiderio che, sebbene passino gli anni, non si spegne, ma forse si trasforma. "Non viviamo nel 1910 dove la moglie aveva il dovere di soddisfare il proprio marito e tenere pulita la casa. Preferisco pensare che noi ci soddisfiamo a vicenda, cercando di venirci incontro. Comunque, ringrazio April per avermi fatto riflettere sul nostro rapporto. Magari, stasera facciamo anche l’amore, che dici?"

Chi avrà ragione in questo scambio: a prostituta altruista o la moglie stanca tra mille faccende ma ancora innamorata del marito?

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