Le modelle mangiano cotone per non sentire la fame

E' la denuncia del libro 'Vogue Factor' che denuncia il dramma dell'anoressia in passerella

(Credits: Gettyimages)

Barbara Pepi

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Si chiama "The Vogue Factor" ed è il libro denuncia scritto da Kirstie Clements, editor di Vogue Australia per 13 anni.

Aprendo le pagine del testo si legge: "Immaginate un'azienda in cui i dipendenti siano ridotti alla fame. Alcuni di loro, per gestire i ritmi massacranti imposti dai capi, si chinano a terra, raccolgono pezzi di stoffa e li mangiano per non avvertire i morsi della fame. Stoffa, tessuto, pezzi di cotone, qualunque cosa pur di distrarsi dalle urgenze del proprio stomaco. Qualunque azienda che faccia una cosa simile ai propri dipendenti verrebbe denunciata e forse condannata per abusi. Questo non succede nell'industria della moda dove le modelle, il motore stesso del business, rischiano di morire di fame".

Sono parole molto dure che riportano ancora una volta in primo piano il dramma dell'anoressia legato all'industria del fashion. La Clements conosce molto bene questo mondo, avendolo vissuto per 13 anni in prima linea, fino a quando non è stata licenziata dalla rivista e ha deciso di alzare il coperchio di una verità sotto agli occhi di tutto.

L'autrice spiega: "Non credete ai modelli e modelle che dicono di essere così magri in maniera naturale. L'unico modo per diventare così magri è quello di non mangiare".

L'ex editor di Vogue spiega che esiste una categoria di modelle definite 'fit' che devono essere ancora più sottili di quelle da passerella e servono per misurare gli abiti. Le 'fit' sono sottoposte a vere e proprie torture per soddisfare gli standard imposti. Alcune di loro arrivano a passare dal bisturi del chirurgo per farsi praticamente asportare il seno e risultare piatte come tavole.

"Ricordo che durante uno shooting di tre giorni - dice ancora la signora Clements - non ho mai visto le modelle mandare giù nulla. Al terzo giorno erano talmente deboli che non stavano in piedi".

Nel libro Vogue Factor si spiega, poi, nel dettaglio la tecnica del 'mangia cotone' che consiste nell'ingoiare tessuto per non avvertire i morsi della fame.  

Sembra che ci siano delle giovani donne disposte a tutto pur di perdere in pochi giorni fino a due taglie di abiti pur di non perdere l'occasione di partecipare ad un casting. Digiuni, sport e perfino tessuti mandati giù come fossero hamburger. "Spesso mi è capitato - dice ancora - di assistere a ricoveri di indossatrici che avevano bisogno di essere re-idratate tramite sondino."

In Australia in questi giorni non si parla d'altro e il caso editoriale sta facendo il giro del mondo.

Ovviamente ci sono anche i detrattori, coloro che sostengono che Kirstie Clements abbia inventato tutto solo perché aveva perso il lavoro. La verità è che la presenza di modelle sempre più magre, di ossa in bella vista e scapole esposte come fossero trofei è sotto agli occhi di tutti.

Di anoressia si muore e non va mai sottovalutata -sostengono gli esperti - e se una modella, come riportato nel libro, a proposito della sua inquilina dice: "E' in ospedale col sondino, ma è normale, lei è una 'fit model'" c'è da interrogarsi sui limiti da imporre a questa degenerazione fashion.

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