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Le donne e il dramma del guardaroba

In media le ragazze trascorrono sei mesi della propria vita a scegliere l'abito da mettersi

GUARDAROBA

Barbara Massaro

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Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non abbia detto: "Non ho nulla da mettere". A prescindere dagli eccessi, da colui o colei che si strappa i capelli davanti a un armadio troppo pieno e che dà un gran senso di vuoto, il "Dramma del guardaroba" fa parte del bagaglio culturale di tutti.

La catena d'abbigliamento Marks and Spencer in tandem con Oxfam si è presa la briga di tenere l'orologio in mano e calcolare quanto tempo le donne passino davanti all'armadio decidendo cosa mettersi o cambiando più volte d'abito.

Dallo studio, realizzato su 2.000 britannici, è emerso che le signore trascorrono circa 17 minuti al giorno al cospetto di appendini e scaffali col punto di domanda dipinto in volto. 119 minuti la settimana ovvero sei mesi nel corso di una vita.

Il non avere nulla da indossare ha, spesso, un rapporto inversamente proporzionale alla quantità di capi presenti perchè sovente più cose si hanno più si è confusi al momento della scelta.

E' emerso, infatti, che l'armadio di una persona media contiene circa 152 capi, ma che solo il 44 per cento di questi viene indossato regolarmente, 57 capi non vengono mai usati, 16 vengono scelti solo una volta e 11 hanno ancora l'etichetta.

E se una persona su 8 ammette di possedere circa 300 capi di abbigliamento, 1 su 20 si lamenta almeno una volta a settimana di non avere nulla da indossare.

Questo per il 62% delle donne intervistate causa un vero stress da armadio con attacchi di rabbia e panico dovuti all'impossibilità di creare un rapporto armonico tra il proprio corpo e i propri vestiti.

La colpa, secondo lo studio, sarebbe per lo più della disorganizzazione degli spazi, perchè lungi dagli scenari alla Carrie Bradshaw di Sex and The City con cabine armadio più spaziose di bilocali spesso i 300 capi sono stipati in normalissimi guardaroba a due o quattro ante e vengono seppelliti sotto strati di altri e più fortunati colleghi.

Se da una parte il fattore disordine crea stress dall'altro bisogna aggiungere l'insofferenza muliebre all'effetto yo-yo con signore spesso in conflitto con la propria forma fisica e rabbiose più che con gonne e jeans troppo stretti o troppo larghi con la propria incapacità di mantenere un certo peso.

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