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L'anti 8 marzo dei social network

In Rete la parola d'ordine per la festa della donna pare essere: basta luoghi comuni

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Barbara Massaro

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Citazioni poetiche, massime concettuali e luoghi comuni che s'intrecciano con spogliarelli, battutine e mediocrità.

L'8 marzo a misura di social network è tutto questo tra post condivisi, tweet rilanciati e quell'urgenza di dire la propria anche se non si ha nulla da dire giusto per non perdersi l'hashtag del giorno.

Quest'anno, però, la nuova tendenza che emerge navigando tra Facebook e Twitter pare andare in direzione opposta con una buona fetta dei social addicted che invocano silenzio, approfondimento e che chiedono di andare oltre al luogo comune e alzano l'asticella del dibattito.

L'anti 8 marzismo va per la maggiore su Facebook dove post più argomentativi favoriscono dibattito ma anche sano sarcasmo.


 

Come chi scrive: "Oggi è il giorno in cui un sacco di donne assolutamente mediocri (proprio come un sacco di uomini), che non hanno mai fatto nulla di particolare per apportare un briciolo in più di bellezza, di buonsenso o di ricchezza spirituale al pianeta (proprio come un sacco di uomini), ci intaseranno le bacheche di facebook di puerili messaggi preconfezionati, con cui ci mostreranno di considerarsi parte di una élite di creature speciali".

E chi aggiunge: "Sono le 8 del mattino e ho già la bacheca intasata da superficiali post sull'8 marzo" o chi dice: "Un tempo mi mandavano i fiori, oggi un video su Whatsapp".

Insomma l'infatuazione tra il popolo social e le cosiddette feste comandate (che sia Natale, la festa della donna o quella del papà) pare essere finita e la gente torna a chiedere onestà intellettuale e approfondimento su temi, come quello legato alla donna che ancora oggi ha poco da festeggiare, d'interesse comune.

Se l'essere anti- per molti è ancora un clichè come tanti nel vaso di Pandora dei social network si trovano anche barlumi di idee e di proposte degne di nota.

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