Barbara Massaro

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Fragrante, profumata, con il pomodoro dolce e la mozzarella che fila: la pizza è una delle delizie della vita, ma nonostante il suo ruolo indubbiamente centrale nel benessere dell'umanità intera non è ancora tutelata dall'Unesco.

A Napoli, però, è in corso una raccolta firma (si punta a raggiungere quota 1 milione) per proporre la vera pizza napoletana tra i beni da inserire tra quelli tutelati da Unesco.

Ora anche Confescercenti ha aderito a #PizzaUnesco e alla raccolta firma su change.org e la confederazione si unisce alla crociata dell'Associazione pizzaioli napoletani, la Fondazione Univerde, Coldiretti, Fiesa e Fiepet che da tempo lottano per ottenere il prestigioso riconoscimento simbolico a livello culturale e utile per la promozione economica del prodotto.

Tra i beni orali ed immateriali tutelati da Unesco ci sono il teatro dei pupi siciliani e il canto dei pastori sardi, ma ancora la pizza non ce l'ha fatta ad accedere all'Olimpo visto che la sua candidatura è stata proposta già nel 2011 e nel 2012.

"Il riconoscimento da parte dell'Unesco - si legge sulla petizione - proteggerebbe la pizza e l'economia ad essa legata, dal fenomeno dell'italian sounding. Riconoscere la pizza è un'occasione per salvaguardare il made in Italy".

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