La pasta alla carbonara parla americano

Secondo alcuni storici della gastronomia il celebre piatto romano sarebbe stato inventato dagli alleati nel 1944

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Barbara Pepi

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Prendi l'alimento chiave della cucina italiana: la pasta, unisci l'alfa e l'omega della tavola americana: l'uovo e il bacon e si otterrà l'antenata della pasta alla carbonara. Pare che prima dello sbarco degli alleati nella storia della gastronomia italiana non ci fosse traccia di quella che è una delle pietanze simbolo della gastronomia romana e che il piatto non sia frutto della creatività di qualche oste sul lungo Tevere, ma l'effetto della fame delle truppe Usa arrivate a liberare l'Italia nel 1944 che scioglievano le Razioni K - composte da uovo liofilizzato e bacon  - sugli spaghetti caldi che erano tra i pochi cibi che si trovavano nell'Italia ridotta in ginocchio dalla guerra.

L'uovo di Colombo, è il caso di dirlo, è stato scoperto dallo storico della gastronomia Emilio Dente Ferracci, citato dal Messaggero che ha condotto un'inchiesta sulle origini della carbonara. La notizia sta facendo il giro del mondo e persino il New York Times scruta con curiosità da questa parte dell'oceano per capire se gli Usa possano rivendicare a buon diritto la paternità di un piatto, non a caso, molto amato dagli americani.

La tesi è dibattuta e c'è anche chi ritiene che si tratti solo di una congettura, ma a prescindere dall'identità di colui che per primo capì che l'uovo e la pancetta sulla pasta ci stavano come il cacio sui maccheroni, quel che è sicuro è che l'idea degli alleati nelle sapienti mani dei cuochi romani si è trasformata in una certezza culinaria che non conosce confini. Va detto, però: la pasta condita con la razione K ha poco a che fare con degli splendidi spaghetti al dente lavorati con tuorlo d'uovo freschissimo e pecorino romano con aggiunta di guanciale e una bella spolverata di pepe. E questi ingredienti non sono certo americani!

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