Eliminare un pezzo di stoffa dal costume da bagno intero per far sì che l'ombelico delle donne potesse godere dei raggi del sole. E' nata così l'idea del bikini, il capo simbolo della libertà, delle estati al mare, della bellezza e della seduzione femminile.

Ora il costume da bagno per antonomasia compie 70 anni e nonostante il passare del tempo resta leader indisturbato della seduzione on the beach.

Era il 5 luglio 1946 quando Louis Reard lo lanciò suggestionato da un evento di cronaca tutt'altro che piacevole. Storia vuole che gli americani stessero, in quel periodo, eseguendo dei test nucleari presso l'atollo bikini e Reard fosse rimasto impressionati dai due pezzetti di tessuto indossati dalle native.

Da qui la decisione di provare a produrre questo rivoluzionario costume, ma anche le difficoltà a farlo accettare dall'America puritana e da un mondo in bianco e nero con la gonna sotto al ginocchio.

Nessuna donna, in quel periodo, voleva pubblicizzarlo e tanto meno comprarlo ritenendolo scandaloso: in Italia, addirittura, le forze dell'ordine controllavano le spiagge per verificare che le signore non superassero la decenza.

Fu il cinema della metà degli anni '50 a sdoganare il bikini.

La prima diva a indossarlo fu Brigitte Bardot nel film E dio creò la donna, era il 1958. Seguì il film Beach party del 1960. Da allora il bikini divenne protagonista della moda, dalle riviste alle passerelle senza mai lasciare il grande schermo. Indimenticabili Raquel Welch con il bikini di pelle indossato nel film Un milione di anni fa e Rita Hayworth nel film Gilda dove indossava un bikini molto provocante al punto tale che un soldato, rimasto sedotto e affascinato, disegnò l'attrice in costume su una bomba. Da qui il soprannome di Rita l'Atomica.

In seguito il bikini seguì l'evoluzione della storia della moda. La sgambatura divenne sempre più accentuata con i picchi inguardabili degli anni '90 per poi assottigliare la mutandina, abbassare la vita e trasformare la sgambatura in singoli laccetti da annodare a seconda della forma della donna per arrivare  alla contemporanea brasiliana, il modello più di punta per chi può permettersi un lato B da urlo.

Anche il reggiseno ha seguito i passaggi del tempo: coppe, triangolini, fasce e intrecci disegnano un mosaico nella storia della moda e del costume contemporaneo.

A guardare una carrellata di dive in bikini, da Marilyn Monroe a Belén Rodriguez da Ursula Andress alle modelle di Victoria's Secret si può studiare come lo stesso concetto di estetica femminile sia cambiato nel tempo e resta ai giudizio del singolo quale, negli ultimi 70 anni, sia quello il più affascinante.

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