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I super ricchi temono l'Apocalisse

E' corsa, tra i miliardari americani, a comprare dei bunker a prova di Fine del Mondo

Nuclear holocaust concept of a blond civilian pinup girl holding military gasmask in underground bunker with look of fear

Eleonora Lorusso

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Cos'hanno in comune Steve Huffman, co-fondatore e Ceo di Reddit, James e Lachlan Murdoch, figli di Rupert, numero 1 di News Corp, o ancora Kim "Dotcom" SChmitz, Jack Ma, fondatore di Alibaba, Peeter Thiel, o azionista miliardario di Facebook? Si potrebbe dire che sono tutti personaggi di spicco di certa economia, che ruotano attorno alla Silicon Valley americana o al mondo di internet in genere. Eppure non basta: sono tutti miliardari e soprattutto hanno una gran paura dell'Apocalisse.

All'elenco di personaggi di spicco che temono l'arrivo più o meno imminente della Fine della Mondo si aggiunge anche il regista James Cameron, autore di film di successo (e a volte anche un po' visionari) come Avatar, Terminator o Titanic, resi spettacolari grazie a tecniche di riprese sottomarine o in 3D che hanno reso ancora più realistiche e appassionanti le storie raccontate. Ma quella dell'Apocalisse sembra non essere una storia destinata a diventare una pellicola di successo, bensì un vero incubo per molti dei super-ricchi, americani e non solo, che stanno facendo una vera e propria corsa ad accaparrarsi dei bunker a prova di "disastro ambientale".

"Preppers" in aumento
Li chiamano "preppers" o "survivalists": sono coloro che si preparano, infatti, ad affrontare il crollo della civilizzazione, acquistando ettari di terreni, per farvi realizzare veri rifugi anti-Apocalisse. Il luogo preferito pare sia la Nuova Zelanda, che si ritiene potrà essere l'unico posto risparmiato dalla fine del mondo. Non a caso è qui che Kim "Dotcom", imprenditore informatico ed ex pirata informatico (già condannato per frode informatica e ricettazione), ha spiegato in una intervista: "IL mondo va verso una crisi grave: la vedo che sta arrivando e per questo motivo siamo andati in Nuova Zelanda: è lontana e non è un obiettivo nucleare".

Ma c'è anche chi ha scelto un'isola nell'Oceano Pacifico, come Antonio Maria Martinez, manager di Facebook, che nel suo bunker ha fatto installare pannelli solari per essere autonomo dalla fornitura di energia, e si è dotato - pare - anche di un buon quantitativo di armi e munizioni. Steve Huffman, invece, amministratore delegato di Reddit, si è sottoposto ad un intervento col laser agli occhi, pensando che, in caso di crisi mondiale, portare gli occhiali e o le lenti a contatti potesse essere scomodo. Anche lui, poi, si è dotato di un piccolo arsenale, acquistando anche alcune moticiclette, per poter eventualmente fuggire da un pericolo imminente, districandosi nel caos automobilistico, in vero stile apocalittico-hollywoodiano.

Scontro di civilità
Se il New Yorker ha dedicato ampio spazio al fenomeno dei "preppers", in aumento negli Usa, non mancano canali tv, come il prestigioso National Geographic, che fonriscono consigli utili a chi teme l'Apocalisse. La Cnbc, poi, ha di recente spiegato che a preoccupare la Silicon Valley, regno dell'informatica e di internet, non sono tanto i disastri ambientali, quanto eventuali scontri sociali, con rivolte anche violente da parte di migliaia di lavoratori che potrebbero perdere il lavoro.

Se la profezia dei Maya, che prevedeva la fine del mondo il 21 dicembre del 2012 non si è poi avverata, ma ha spinto molti a ideare una sorta di piano di salvataggio, oggi pare che il Survival Condo Project di Wichita stia avendo molte richieste: si tratta di un complesso residenziale realizzato nel Kansas, dove un ex silos missilistico è stato trasformato in appartamenti lussuosi, andati a ruba tra super miliardari, pronti a sborsare tre milioni di dollari per accaparrarsi una casa a prova di Apocalisse.

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