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Giovani, gli italiani (quasi) i più infelici

Secondo il rapporto Unicef, molti i giovani irritabili, nervosi, giù di morale e con disturbi del sonno

Infelici, con il morale a terra almeno una volta alla settimana, irritabili e nervosi: i giovani italiani sono "ricchi", ma poco felici o comunque inclini a soffrire di disturbi psicologici e del sonno. A dirlo sono i dati del rapporto Unicef, elaborati dall'istituto svizzero Hbsc, che ogni quattro anni fotografa la situazione degli adolescenti. Nella fascia d'età tra gli 11 e i 15 anni, ben il 36,5% dei ragazzi italiani confessa di soffrire di malesseri psicologici, tanto che il nostro Paese risulta il più infelici tra quelli del mondo occidentale, all'ultimo posto in classifica, preceduto solo da Bulgaria e Malta, rispettivamente al 32,5% e 28,4%. I più felici si trovano invece, secondo il Rapporto Unicef, in Germania, Austria e Portogallo.

Disturbi in aumento

Secondo il Rapporto, che prende in considerazione la situazione dei giovani nei paesi più "ricchi" al mondo (escludendo però Stati Uniti e Australia, oltre che Turchia), le forme di disagio di natura psicologica sono in aumento. Il 20% dei bambini intervistati ha ammesso di avere disturbi alimentari. Nel contempo, uno su quattro soffre di insicurezza alimentare, con un trend in aumento rispetto alle rilevazioni del 2010.

La classifica

La Norvegia risulta il paese dove i ragazzi vivono più felici, su un campione di 41 paesi presi in considerazione; al secondo posto si trova la Germania, seguita dalla Danimarca. Male l'Italia, che si trova nella parte bassa della classifica, sotto la media, dopo Croazia e Polonia, ma subito prima del Canada. A chiudere la classifica ci sono invece Romania, Bulgaria e Cile. La lista è stata realizzata in base ai risultati su 9 indicatori relativi all'infanzia: dalle politiche per porre fine alla povertà a quelle per migliorare salute e benessere, passando per l'istruzione di qualità, il lavoro e la crescita economica, la riduzione della disuguaglianza, la creazione di comunità e città sostenibili, il consumo e la produzione responsabili, ma anche la possibilità di contare su pace, giustizia e istituzioni solide.

Italia, meno suicidi, ma più obesi

A confortare è il dato relativo ai suicidi, con l'Italia che conta uno dei tassi più bassi del mondo occidentale, con 1,9 casi su 100.000 ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni: meglio del nostro Paese solo il Portogallo, mentre fanalino di coda sono Finlandia, Lituania e Nuova Zelanda. Al contrario, il numero di bambini e giovani obesi risulta molto più elevato rispetto a paesi come Danimarca, Paesi Bassi, Svizzera, Norvegia, mentre i meno virtuosi sono canadesi e maltesi.

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