Darsi del "tu" aiuta a risolvere i problemi

Secondo uno studio americano "farsi il discorsetto" davanti allo specchio migliora la produttività 

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Barbara Pepi

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"Aiutati che il ciel ti aiuta" recitava l'antico adagio. Oggi pare che anche la scienza supporti la tesi e, secondo una nuova ricerca pubblicata sull'European Journal of Social Psychology , rivolgersi a se stessi in seconda persona "incoraggiandosi" e motivandosi davanti allo specchio come si farebbe con un amico, un parente o il proprio figlio migliori i risultati nel raggiungimento degli obiettivi della vita.

Pare infatti che all'interno del cervello "incoraggiato" si richiami la memoria di quanto accadeva nella primissima infanzia quando l'incoraggiamento del genitore era essenziale per crescere. 

"È molto più efficace rispetto all'uso dell''io' - spiega la psicologa Sanda Dolcos  della University of Illinois che ha condotto la ricerca - ci porta alla mente il supporto ricevuto dagli altri, soprattutto durante il periodo dell'infanzia".

Dirsi "puoi farcela" aiuta a credere di più in se stessi e a sviluppare la capacità di problem solving in maniera forte e autorevole.

Per condurre il test il team della dottoressa Dolcos ha riunito 95 studenti: alcuni avevano il compito di risolvere una serie di anagrammi rivolgendosi a se stessi in seconda persona, altri in prima: ebbene i ragazzi che si auto incoraggiavano riuscivano meglio e più velocemente a risolvere i problemi.

Guardarsi allo specchio e imparare a valorizzare la persona che si ha davanti - cioè se stesso - aiuta nella vita più di ogni altra cosa: si sarà più energici e produttivi e si eviterà di cadere nelle trappole di un eccessivo pessimismo e mancanza di stima che frenano e bloccano anche i programmi e progetti più semplici. 

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