#Foodporn, i social network e la bulimia fotografica del cibo

Dilaga in Rete la mania di condividere foto di piatti succulenti

Barbara Pepi

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L'hashtag lascia pochi dubbi: #Foodporn, ovvero cibo e pornografia. Ben inteso, nessuna donnina nuda o foto di ammiccanti modelle cosparse di glassa al cioccolato. Si tratta, piuttosto, di una mania che ormai spopola in Rete cioè quella di postare su Instagram, Twitter o Facebook immagini di piatti succulenti, cene al ristorante o manicaretti home made.

Instancabili cybernauti condividono la propria passione culinaria con la Rete e per farlo hanno creato l'hashtag #Foodporn che ben sintetizza il tratto di oscenità che talvolta connota la bulimia virtuale di alcuni social addicted.

Saltellando da un profilo all'altro succede di imbattersi in persone che postano dozzine di piatti (mediamente supercalorici) sottolineando con didascalie la composizione della leccornia, l'occasione del banchetto e lo status di appesantimento ricavato dalla sua consumazione.

Per carità: a tutti è capitato di mettere online foto di cibi succulenti consumati nel corso della propria esistenza social, ma alcuni,  rispondendo al concetto di #Foodporn, spesso esagerano e rischiano di trasformarsi in molesti spammer fotografici a colpi di hamburger e pizze.

Se proprio desiderate condividere la vostra passione per le foto di cibo esistono alcune semplici regole per farlo con classe e gusto. Ecco quali: 

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