Barbara Massaro

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Mettiamola così: sarebbe potuta andare meglio. La #NottedelleLanterne che avrebbe dovuto essere un notte magica, all'insegna del silenzio, con migliaia di lanterne a illuminare i navigli e a rilasciare un pensiero di pace e speranza nel solco della tradizione buddhista, è stato un flop.

L'evento organizzato da Urbanzen, Bpeace e UBI (Unione buddhista italiana), aveva previsto una partecipazione di circa 150 persone (numero comunicato alla questura di Milano per l'autorizzazione). Invece, potere dei social, l'evento è rimbalzato da una bacheca all'altra su Facebook e più di 50.000 persone si sono date appuntamento in Darsena per accendere le lanterne di carta biodegradabile e lasciarle scivolare lungo i navigli. 

L'evento era indubbiamente accattivante. Sul sito che sponsorizzava la notte delle lanterne, naturalmente legata a Expo, si leggeva: "Un evento culturale, di forte impatto emotivo e scenografico, per un incontro tra la città e i suoi visitatori in occasione dell’EXPO, che vuole proporsi come appuntamento annuale ripetuto nel mese di giugno con il nome di: #LaNottedelleLanterne a Milano".

Milanesi e turisti hanno risposto bene riversandosi in migliaia nel cuore dei navigli. Ma le lanterne dov'erano? Poche, pochissime, quasi ridicole in confronto alla moltitudine di persone accorse a fronte delle quali la zona stava per collassare.

Un flop che ha trasformato la Darsena in un inferno, con traffico in tilt, metropolitane prese d'assalto e con il solito gruppo di ragazzi più o meno antagonisti, più o meno alternativi, più o meno freak ma di sicuro ubriachi che hanno trasformato l'evento zen dell'estate meneghina in un mini rave party nel cuore di Milano con gente buttata per strada, musica, birra e confusione fino a tarda notte. "Un #epicfail così dal vivo non lo avevo mai visto" twitta qualucuno. "Lanterne viste 3 + persone incrociate 500.000 + insulti vari 10.000 + biciclette e macchine incastrate 30 = #epicfail #lanottedellelanterne" aggiunge un altro e via tra "L'unica cosa che s'è accesa è la rabbia" o "Se quella era #lanottedellelanterne, allora dovrei organizzare un evento Facebook ogni volta che accendo l'abat-jour del comodino" per chiudere con un milanesissimo "Son volate più Madonne che lanterne"

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