Fashion blogger: il boom in Israele

Cresce il numero di donne ultra-ortodosse israeliane che, anche in anonimato, si occupano di moda. Al riparo dagli occhi degli uomini

Shiril-Avrahami

La fashion blogger Shiril Avrahami – Credits: courtesy Shiril Avrahami

Chiara Clausi

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La moda non è più lontana anni luce dal mondo delle donne ultra-ortodosse israeliane. Anzi può essere una nuova nicchia di mercato in rapida espansione. In Israele si stanno moltiplicando le fashion blogger che si occupano di moda per le donne che seguono rigorosamente i precetti della religione ebraica. Un trend esploso negli ultimi 5 anni, con decine, se non centinaia di nomi. Alcune preferiscono non rivelare il loro nome perché la rigorosa comunità religiosa ebraica potrebbe storcere il naso se sapesse chi si dedica a questo "futile" interesse.

Molte blogger hanno creato gruppi su Facebook e WhatsApp chiusi, non accessibili a tutti per evitare che vi possano entrare e curiosare gli uomini. Le donne ne vengono a conoscenza grazie al passa parola. E il boom è stato velocissimo. Una blogger ha creato un sito specializzato in donne che indossano taglie oversize. Il risultato? Ha 20.000 seguaci sulla sua pagina Facebook e i numeri crescono ogni giorno.

Chi sono

Shoshana, 29 anni, madre di un bambino di tre anni, disegna abiti per chi indossa maniche lunghe e calze tutto l’anno, sciarpe e parrucche una volta sposate.

Sara Pachter, invece ha una società di pubbliche relazioni, la SaraTikshoret, e ha fatto di questo trend un business. Ha raccontato ad Al-Monitor che prima di creare la sua compagnia, ha lavorato per molti anni come giornalista, quindi, ha spiegato, che è molto sensibile alle giovani donne che fanno della scrittura e della moda il loro mestiere. Alcuni anni fa ha deciso di mettere su un club che unisse tutti gli amanti della moda ultra-ortodossa. L’obiettivo è di introdurre le donne alle marche leader in Israele e farle invitare a eventi di moda.

Sul suo sito ci sono foto di modelle che indossano abiti che potrebbe avere nel proprio armadio anche una ragazza che vive a New York o Los Angeles. I vestiti sono audaci, gli abbinamenti per niente classici e scontati. Nelle foto sono proposti anche tacchi a spillo colorati e zeppe. Pachter racconta che anni fa, quando ha iniziato a frequentare il mondo della moda israeliana, era l'unica persona ultra-ortodossa che faceva questo mestiere. Ora si è capito che anche queste donne sono come qualsiasi altraa. Amano la moda. Nonostante la tradizione.

Una persona dietro il marchio

Centinaia sono gli esempi di successo. Come quello di Rona Liberman-Sabah che è famosa anche al di là dei confini israeliani. Disegna foulard che indossano anche le donne musulmane in tutto il mondo come turbanti. I tessuti sono coloratissimi e a fantasia. Si passa dal giallo, all’azzurro, al rosa, ai più classici blu e nero.

Anche Shirel Avrahami aveva il sogno di diventare blogger. E dopo la laurea in un istituto per diventare insegnante, ha cambiato percorso. Racconta ad Al-Monitor che con il marito hanno capito subito che c'era una grande clientela, ma nessuna offerta. Così hanno deciso di trasformare il blog in un sito di shopping online. Ma si sono accorti che le donne non erano alla ricerca di grandi nomi e grandi firme. Quello che volevano era una persona dietro il marchio, qualcuno di cui fidarsi, qualcuno della propria comunità.

Così Avrahami, ha deciso di realizzare abiti moderni, ma semplici, evitando di imitare i tradizionali abiti con merletti e fiori. I suoi vestiti sono lunghi sul ginocchio, non eccessivamente aderenti, i colori prediletti sono quelli basic o pastello, il nero, il rosa, il celeste, il blu, il bianco. Ma si spinge ad usare anche il rosso e il fucsia. Così il successo è stato immediato. I suoi vestiti vengono acquistati anche da donne arabe e persino da quelle non religiose.

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