Barbara Massaro

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E' un addio a malincuore quello che Gianna Nannini a 61 anni dà all’Italia.

La cantante senese, infatti, ha deciso di stabilirsi in Inghilterra per amore. Di se stessa, in primo luogo. Nel nostro Paese, infatti, l'interprete non si sente rispettata "Come donna e come mamma" ha spiegato a Corriere della Sera.

Lontano da casa per proteggere Penelope

Per questo fin dalla nascita di sua figlia Penelope sette anni fa la Nannini, insieme alla compagna Carla, ha deciso di svegliarsi ogni mattina a Londra anche se, dice, "Mi mancano la mia terra e il mio vino".

Una scelta non facile, ma obbligata: "Me ne vado in Inghilterra, dove sono rispettata nei miei diritti umani di mamma e dove registro anche i miei dischi da trent'anni".

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E poi conclude: "Faccio l'unione civile con Carla e la stepchild adoption, perché adesso è questo l'unico vero nucleo familiare di cui posso fidarmi".

La Nannini è sempre stata molto gelosa della propria vita privata e, diventata madre a 54 anni, ha messo al primo posto gli interessi della bambina scegliendo per lei un posto dove non fosse discriminata in quanto figlia di due mamme.

La battaglia di Gianna per i diritti civili

Un grande rispetto quello che l'artista ha per sua figlia fatto anche di dettagli. Gianna, ad esempio, ha deciso di non mostrare mai la bimba sui social network, ma il motivo è senza dubbio controcorrente rispetto a quanto si sente in giro e in perfetto spirito Nannini. "Non ho niente contro i social - aveva detto tempo fa - solo che Penelope ancora non può decidere se le vada o meno di stare su Instagram o Facebook. Quando potrà farlo deciderà se vuole che io condivida le sue foto".

Nella sua biografia Cazzi miei Gianna ha anche scritto: "Ho scelto di vivere a Londra perché così mia figlia Penelope può crescere senza preconcetti. Ho pensato di darle garanzie e rispetto. Allora (sette anni fa) da noi non c’erano nemmeno le unioni civili, figuriamoci la stepchild adoption. Londra è tutto il mondo, tutti i colori diversi che stanno assieme”.

L'artista non ha mai cavalcato la propria omosessualità e ha sempre tenuto un profilo molto basso sulla sua vita personale. Per questo le sue parole oggi suonano come un monito lanciato all'Italia intera che, sul tema dei diritti civili, risulta più indietro della stragrande maggioranza dei Paesi civilizzati.

"Non ci sono leggi in Italia – chiosa la cantante -, che mi garantiscano cosa succederebbe a Penelope se me ne andassi in cielo. Quindi me ne vado in questo Paese, l’Inghilterra, dove sono rispettata nei miei diritti umani di mamma”

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