E' una sociologa di Taranto la più bugiarda d'Italia

Ha vinto il "Bugiardino d'oro" grazie ad un racconto dal titolo "Cento lire"

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Barbara Pepi

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"Le bugie hanno le gambe corte", recitava l'antico adagio; ma se le menzogne vengono dette a fin di bene possono anche valere un premio. E' quanto successo a Anna Paola Lacatena, una sociologa tarantina che ha vinto il "Bugiardino d’oro" messo in palio dall’Accademia della bugia de Le Piastre, organizzatrice della 38/a edizione del Campionato italiano della bugia. Il tema di quest'anno era "La bugia a tavola" e la Signora Lacatena ha vinto il titolo grazie al racconto "Cento lire". Si tratta di una finta storia autobiografica nella quale la sociologa racconta un episodio della sua infanzia. Da bambina, ogni tanto, la protagonista della vicenda, faceva la cameriera nel ristorante gestito dal padre col quale aveva fatto una sorta di scommessa: avrebbe dato alla figlia cento lire per tutte le volte nelle quali avesse indovinato la pietanza che avrebbero ordinato i clienti.

Solo molto tempo dopo la bambina ha scoperto che suo papà le mentiva, indirizzando i clienti nell'ordinazione per far vincere la figlia. Una bugia nella bugia che le ha permesso di aggiudicarsi il titolo. Il verdetto è stato emesso dallo scrittore Sandro Veronesi che ha premiato con la medaglia d'argento Maurizio Gilardi di Arese (Milano) con la storia di una pantegana arrosto venduta per fagiano, e Ludovico Ferrari da Varallo (Vercelli) con la storia del polpo di lago, giunto terzo a pari merito con Anna Martinenghi di Cremona, che con la mozzarella blu al viagra, tinta invece con i mirtilli. 

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