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Dubai: lo Sceicco inaugura il Canale sull'acqua da mille e una notte

Una festa privata da 5 milioni di euro per inaugurare il corso d'acqua artificiale che fa dell'Emirato un'isola

Dubai Water Canal Sceicco

Lucia Scajola

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Una cascata d'acqua di 15 metri sotto la quale, sospesi nel vuoto, danzavano acrobati muscolosi.

Un canale di luci e laser ricreato in cielo per tre chilometri, tra una sequenza di ponti fluorescenti, venuti su in poche settimane. Balli sulle barche, istallazioni galleggianti e video celebrativi di una storia, fatta solo di qualche decennio, che vuole invece imporsi nell'immaginario globale come qualcosa da prendere sul serio.

Cinque milioni di euro è costata la cerimonia inaugurale di un paio d’ore in tutto, organizzata a Dubai dall'italiana Prodea, per festeggiare, alla presenza dello Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktum e di duecento investitori, l'apertura del Dubai Water Canal, un nuovo percorso navigabile che fa sostanzialmente dell'Emirato una piccola isola.

“Fino a due settimane fa” racconta Marco Cicchetti, Ceo di Prodea, “qui non c'era neppure l'acqua. Ma da queste parti si corre: lo sceicco aveva deciso di voler prolungare artificialmente il creek, l'insenatura naturale che sfocia nel Golfo Persico, ed in tre anni si è fatto”. Lì intorno, secondo i piani si stanno costruendo una nuova marina, una pista ciclabile di 12 chilometri e aree residenziali, di ristoro e intrattenimento.

Il claim del progetto, scelto rigorosamente dal Governo, recita: “The new face of Dubai”, come se in questa già nuovissima cattedrale nel deserto ci fosse ancora bisogno di novità. Moaza Saeed al Marri, direttrice marketing e comunicazione della Rta (ovvero Road Transportation autority, uno degli enti più danarosi e dinamici dell'Emirato) spiega che “l'obiettivo del progetto è quello di portare felicità”: il che fa il paio con l'iniziativa presa quest'anno dallo sceicco di dedicare a questo stato d'animo persino un ministero.

Il petrolio è finito, la crisi, anche se nessuno può dirlo, è arrivata. Il futuro sembra essere orientato a dotare di un'anima, anch'essa artificiale, la città di vetro e acciaio, una capitale finanziaria sempre più vocata al turismo, che di colpo inserisce la parola “lifestyle” nella comunicazione istituzionale.

“Quando abbiamo vinto la gara contro gli altri due finalisti” ricorda Luca Sani, socio di Prodea di stanza a Dubai “ci hanno chiesto di raccontare una storia: in questa loro fase di maturità, si sono probabilmente stufati dei fuochi d'artificio, volevano piuttosto delle emozioni”.

Una lavoretto “per niente facile”, ammette Paolo Gep Cucco, direttore creativo di Prodea: “Dal Protocollo non facevano che ripetere che doveva essere uno spettacolo “all'altezza di Sua Altezza”, sottolineando che lo Sceicco ha già visto tutto”.

Le emozioni, ad ogni modo, ci sono state. E lo Sceicco ha dato segno di apprezzare.
La sfida più grossa, per tutti, ora è quella che guarda all'Expo 2020.

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