Dimmi come scrivi (su Fb) e ti dirò chi sei

Un team di ricercatori ha analizzato le parole più comuni su Facebook, arrivando ad individuare la personalità degli utenti

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Eleonora Lorusso

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Se siete tra coloro che su Facebook scrivono spesso parole come "party", "vacanza" o "sport", ecco che inevitabilmente sarete delle persone piuttosto estroverse. Se invece continuate ad abbreviare le parole, usando magari "2day" per indicare "today" o "ur" al posto del più lungo (si fa per dire) "your", allora forse siete tra coloro che hanno qualche difficoltà di relazione.

A tracciare l'identikit degli utenti del social network blu è stato un team di esperti nel linguaggio e in particolare nella differential language analisys (DLA), ovvero la scelta di particolari parole, vocaboli o linguaggi in relazione alla personalità. Ecco allora che, dopo aver vagliato i commenti, i post e tutto quanto finito sulle bacheche di 75 mila utenti diversi di Fb, i ricercatori sono arrivati a mettere a punto una serie di tratti comuni tra persone con inclinazioni caratteriali simili o analoghe. E così, se nel caso di un estroverso c'è un maggior ricorso a vocaboli che indicano condivisione di esperienze (compresa quella della fede, tramite la parola "chiesa"), gli introversi useranno con maggior frequenza parole come "anime" o "lettura" e probabilmente saranno anche appassionati di "manga".

Per poter arrivare a queste conclusioni, i ricercatori di PLOS hanno passato in rassegna 700 milioni di parole, 15 milioni di messaggi privati e 19 milioni di status da parte di utenti Facebook. Tra i risultati dello studio c'è anche una conferma: emoticon e slang sono più usati da una fascia di utenti giovane. Anche la tipologia di temi affrontati varia naturalmente in base all'età di chi si connette e "socializza" su Fb: tra i 13 e i 18 anni l'argomento più diffuso è la scuola; tra i 19 e i 22 si parla soprattutto di università e college, mentre tra i 23 e i 29 anni le discussioni ruotano attorno all'argomento lavoro.

Tra le curiosità c'è anche una "scoperta": tra gli utenti ventenni di Facebook sono piuttosto ricorrenti parole come "sbronza", "ubriaco", "devastato". Salendo con l'età, il gergo viene un po' modificato e, al posto di cocktail "da sballo" si trovano più di frequente riferimenti a "beer", "ape" o semplicemente "drink", segno che forse la gradazione alcolica segue un processo inversamente proporzionale all'aumento di età, scendendo.

E le differenze tra sessi? Certamente esistono e si riflettono nel modo di scrivere e comunicare: se il gentil sesso usa più spesso la prima persona singolare, parlando molto sé e facendo ricorso alla sfera emozionale, gli uomini discutono e condividono argomenti più concreti, con un gergo più "popolare". Non solo: i maschi hanno una maggior propensione al ricorso agli aggettivi possessivi, parlando, per esempio, di "mia moglie", "la mia auto", ecc, mentre le femmine si riferiscono molto più genericamente al "fidanzato" o al "marito" o ancora usando il nome proprio del partner.  

Naturalmente va tenuto conto che la ricerca è stata condotta negli Stati Uniti: questo spiega sia la ricorrenza di alcune abbreviazioni nelle parole (particolarmente diffuse negli Usa anche in una fascia di età più adulta), sia alcune tematiche. I principi, però, sono del tutto applicabili anche alla realtà europea e italiana in particolare: basta considerare le numerose abbreviazioni e lo "slang giovanile", specie sui social network, per averne conferma.

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