Da Marilyn a Amy Winehouse, essere famosi "fa male": i vip muoiono prima

Una ricerca australiana conferma che la fama accorcia la vita. Molti gli esempi, da Amy Winehouse a Whitney Houston, passando per Marilyn Monroe, Jimi Hendrix, Elvis Presley, Bruce Lee e molti altri

Nella foto Marilyn Monroe, morta a soli 36 anni, simbolo dei personaggi belli e dannati, scomparsi prematuramente. Credits: Getty Images.

Eleonora Lorusso

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Quando il 23 luglio 2011 è morta Amy Winehouse, a soli 27 anni, in molti hanno ricordato la cosiddetta "maledizione dei 27": gli anni che aveva la cantautrice britannica quando è scomparsa, esattamente come altre star del mondo della musica morte giovanissime, da Jimi Hendrix a Janis Joplin, da Kurt Cobain a Jim Morrison. Giovani, famosi e dannati". Se poi si aggiungono Michael Jackson, scomparso a neppure 50 anni così come Whitney Houston, si potrebbe pensare che di troppa fama si possa morire. Ed è proprio questa la conclusione di una ricerca australiana, secondo la quale il successo accorcia la vita.

Richard e Catherine Epstein, del Centro Oncologico Kinghorn Cancer Centre del St. Vincent Hospital di Sydney, hanno infatti preso in esame tutti gli annunci funebri pubblicati in due anni, dal 2009 al 2011, sul New York Times, osservando l'età dei defunti, il sesso e soprattutto la loro professione e la causa della morte. Il risultato è stato che a morire più giovani sono soprattutto i personaggi del mondo dello spettacolo, dai cantanti ai ballerini, agli attori e attrici. Secondo gli studiosi il motivo è che i vip sono più stressati e vivono una vita piena di impegni.  

Non solo. Nella maggior parte dei casi le cosiddette star hanno uno stile di vita sregolato e poco salutare, e spesso arrivano a gesti autolesionistici. Analizzando le cause di morte, infatti, le più frequenti sono incidenti, infezioni (con l'Aids) e tumori. Del resto l'elenco dei personaggi famosi scomparsi prematuramente non fa che confermare questa tesi. Se l'Hiv è stato fatale per Freddie Mercury (45 anni), leader mai dimenticato dei Queen, e per il ballerino Rudolf Nureyev (55 anni, con cui lo stesso Mercury avrebbe avuto una relazione, sempre però smentita), è stata invece la droga a uccidere altri personaggi: da Brian Jones dei Rolling Stones, trovato morto a 27 anni sul fondo della sua piscina, a John Beluschi, stroncato da un'overdose di eroina e cocaina nel 1982, passando per River Phoenix (24 anni, per overdose) e Heath Ledger, promessa dal cinema trovato morto nel 2011 a soli 28 anni in una camera d'albergo. Come dimenticare poi Elvis Presley, scomparso a 42 anni, il 16 agosto del 1977, per un infarto dovuto a un'alimentazione disordinata e a un eccessivo uso di farmaci. O ancora James Dean, che perse la vita a 24 anni in un incidente stradale nel 1955, e simbolo della "vita spericolata". Da un'icona maschile a una femminile, con Merilyn Monroe, spentasi a soli 36 anni per un'overdose di barbiturici.

Insomma, se sulla morte di Bruce Lee a 32 anni per un edema cerebrale molti fans hanno dubbi, essere famosi sembra avere più di un effetto collaterale negativo. D'altro canto lo studio australiano mostra come gli stessi "inconvenienti" capitino di frequenti anche a sportivi noti, e la mente corre a Marco Pantani, giovane, famoso e trovato senza vita in una camera d'albergo, stroncato anch'egli da un'overdose. I ricercatori, dunque, sembrano aver avvertito: la fama può nuocere gravemente alla salute.  

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