Da gangster a panettieri: il successo di Homeboy

Il "miracolo" della società di Los Angeles che recupera piccoli e grandi criminali con pane, croissant, marmellata e salse

Nella foto alcuni dei ragazzi che lavorano per Homeboy a Los Angeles, in California – Credits: homeboyindustries.org

Eleonora Lorusso

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Ma chi l'ha detto che la rieducazione e il recupero dei criminali debba passare necessariamente da una cella? Se lo devono essere chiesto negli States e in particolare a Los Angeles, una delle città americane col più alto tasso di criminialità e violenza. E proprio qui, all'ombra di Hollywood, hanno trovato una soluzione degna di film, ma più reale del re. Si chiama Homeboy e si tratta di una società che ha iniziato producendo pane e prodotti da forno in genere, e ha finito col diventare un vero e proprio "centro" di recupero per oltre 120 mila persone in uscita dalle carceri in 25 anni, con alle spalle un passato da gangster, rapinatori o tossicodipendenti.

Per tutti l'uscita di progione è stata possibile grazie ad un periodo di libertà vigilata, da trascorrere, appunto, presso Homeboy. A far cosa? A impastare farina, acqua e lievito, a produrre pagnotte, realizzare croissant e confezionare marmellate e salse di ogni genere. Ma non solo: per questi giovani (e meno giovani) il ritorno alla libertà significa un ritorno anche alla normalità, che passa dal togliere i segni - anche fisici - del passato, a partire dai tatuaggi, che nella maggior parte dei casi indicano proprio l'appartenenza a gang criminali di vario tipo. Ogni mese si calcola che vengano rimossi qualcosa come 800 tatoos, grazie all'aiuto di 30 medici volontari. Il caffè Homeboy di Los Angeles è anche una realtà economica di successo: ogni mese vengono serviti 2.000 clienti e 600 caffè vengono sorseggiati accompagnati da brioches calde e farcite che, stando al gradimento, sono davvero buone.

Insomma, il passo da ex "galeotti" a panettieri è breve in questo angolo degli Stati Uniti, dove una seconda possibilità non viene negata a nessuno: ogni mese in 1.000 bussano alla porta di Homeboy, con la speranza di trovare un lavoro. L'85% di chi lavora per questa società, che vende i propri prodotti anche a 90 supermercati e 24 mercati biologici nel sud della California, è proprio in libertà vigilata, dopo un primo periodo di detenzione in cella. Circa 300 tra coloro che lavorano lo fa a tempo pieno, in 400 studiano. La chiave del successo (e dell'attrattiva per chi vede in Homeboy una possibilità per il proprio futuro) sta nella policy della società: il 20% del tempo dedicato al lavoro presso Homeboy deve essere impiegato in attività che permettano una crescita personale, ovvero corsi di formaizone, assistenza personale, training di varia natura e appunto rimozione dei tatuaggi, intesa come addio definitivo al mondo criminale.

D'altro canto anche lo Stato ha da guadagnarci: nonostante le prigioni negli Usa siano gestite da privati (ma in convenzione con il governo federale), il costo di un detenuto in prigione è di 79 dollari al giorno in media, a fronte dei soli 3,42 dollari di uno in libertà vigilata.

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